Sicurezza
Morgia a Sibilia: «Adesso servono certezze»
L’appello al presidente della Lega Nazionale Dilettanti affinché venga presa una decisione definitiva sulla ripresa dei tornei
LUCCA. Massimo Morgia, 70 anni da compiere a luglio, decano degli allenatori italiani, interviene in una lettera aperta, scritta anche pensando ai suoi colleghi che guidano formazioni dilettantistiche, indirizzata al presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia. Nella missiva chiede un intervento rapido e decisivo sul futuro dei campionati regionali alla luce dei vari DPCM e delle zone multicolor che generano confusione negli sportivi. Ecco il contenuto della lettera: «Carissimo Presidente, le scrivo questa lettera a titolo personale, ma certo che il mio pensiero sia condiviso da società, tecnici, giocatori e tifosi, che militano e seguono il nostro movimento con entusiasmo e passione. Sono passati ormai 3 mesi da quando tutta l’attività sportiva dilettantistica, senior e giovanile, è stata interrotta, fatta eccezione per il campionato di D che sta proseguendo e portando avanti tutte le sue attività e competizioni ufficiali. La cosa che fatico a comprendere è come sia possibile il diverso trattamento tra il campionato di serie D e gli altri campionati dilettantistici, appartenendo tutti alla stessa Lega e quindi avendo lo stesso statuto. Non contesto le misure fin qui adottate e ottemperate con tanti sacrifici da parte di tutti noi perché, davanti ad una pandemia così devastante, la salute ed il controllo dei contagi deve essere sempre al primo posto.
«Da più parti ora leggo di innumerevoli proposte di ogni genere e tipo, le ipotesi spaziano da una riapertura parziale o totale fino alla decisione estrema di una sospensione definitiva. Il tutto, chiaramente, sempre condizionato e strettamente collegato alle decisioni governative e dai vari comitati tecnici scientifici. Arrivati oramai alla metà della stagione sportiva, a mio modesto modo di vedere, ritengo che il tempo dell’incertezza e del rimanere sospesi sia giunto al termine. Proprio in questa ottica, caro Presidente, ritengo che sia arrivato il momento che ognuno assuma le responsabilità che il proprio ruolo gli impone e che sia necessario prendere delle decisioni definitive sul proseguimento o meno dei campionati.
«In queste categorie ci sono anche società, città e tifoserie come Ancona, Pavia, Vigor Lamezia, Treviso, Marsala,Chieti, L’Aquila,Lanciano,Lodigiani, Barletta, Lumezzane, Siracusa, Massese, Castel di Sangro, Poggibonsi, Giarre e tante altre, che per molti anni hanno scritto la storia del nostro calcio professionistico. Queste, così come tutte le altre realtà del calcio dilettantistico, meritano rispetto. Meritano il diritto di programmare l’immediato presente e il futuro prossimo. Anche giocatori, tecnici, dirigenti e tutti i tesserati devono aver la possibilità di capire e riprendere in mano le proprie vite. Tutto ciò sarà possibile solo se si hanno delle certezze di un qualsiasi tipo, sia che il campionato possa ripartire e concludersi sia che ci sia l’annullamento (non la sospensione) della stagione 2020/2021 con conseguente annullamento di tutti i tesseramenti. Tale scenario di chiarezza consentirebbe agli addetti ai lavori di avere l’opportunità di tesserarsi nelle categorie dei campionati che andranno avanti, o perlomeno sapere come impiegare il nostro tempo vedendoci privata la possibilità di poter alimentare la passione per questo sport. Certo della sua comprensione, La invito a lottare seriamente avendo la fiducia e l’appoggio di migliaia di persone coinvolte sul campo». —
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