Toscana
Obbedio: «Lopez sarà il valore aggiunto» Giovannini: «Bianchi un grande prospetto»
Il direttore della capolista Renate e quello del Pontedera degli under sono sicuri che la Lucchese resterà in serie Lega Pro
Luca Tronchetti
LUCCA. Hanno fatto le fortune della Lucchese in anni recenti. Antonio Obbedio e Paolo Giovannini sono due direttore sportivi rimasti nel cuore di tanti tifosi rossoneri. Il primo è ricordato per gli ultimi playoff di C della storia della Lucchese (2016-17) e per una miracolosa salvezza a Bisceglie vanificata dal fallimento societario del 2019, il secondo per le due splendide promozioni consecutive (2008-09 dalla D alla Seconda Divisione, 2009-10 dalla ex C2 alla Prima Divisione) capaci di ammortizzare in 24 mesi il crac milionario di Hadj. Obbedio, dopo una stagione disgraziata a Messina, è il diesse della capolista Renate, grande rivelazione del torneo, mentre Giovannini da 9 stagioni è l’anima del Pontedera dei giovani che ogni anno lancia in categoria superiore. Non solo mantiene la categoria senza mai disputare gli spareggi salvezza, ma per 5 stagioni ha avuto accesso ai playoff e nell’ultima, nonostante il quarto posto, ha deciso per esigenze di bilancio di non disputare gli spareggi promozione.
Ai due affermati direttori rivolgiamo domande legate al campionato, ai giovani e al cammino della Lucchese.
Come giudica la stagione della sua squadra? Quali sorprese e delusioni del girone?
Obbedio: «Per noi era impensabile a Natale essere davanti a squadre più attrezzate e con budget almeno 5-6 volte superiore al nostro. Sotto l’aspetto tecnico, tattico e della qualità del gioco siamo molto soddisfatti. Ma se oggi siamo in testa alla classifica lo dobbiamo ad un’organizzazione impeccabile. Un primo posto meritato e che difenderemo perché il Renate è una piccola società, ma è diretta con grande professionalità da un presidente ambizioso che da 10 anni staziona stabilmente in C. La B? Mai dire mai. Sullo stadio nessun problema: ci trasferiremo al Brianteo di Monza. Le delusioni del campionato? Novara e Lecco vista la qualità degli organici. Tra le sorprese metto il Grosseto, una neo promossa che ha conquistato 25 punti e ci ha messo in difficoltà».
Giovannini: «Non è mai facile ripetere ogni anno il cammino fatto l’anno precedente. E dopo le dimissioni dei vecchi soci solo grazie all’intervento della giunta e dei soci attuali siamo riusciti a ripartire. Per questo ritengo che 25 punti in classifica a Natale sia un risultato miracoloso perché in campo vanno sempre 6-7 under da valorizzare. Se giriamo a quota 28 (mancano 2 partite) e considerando che la quota salvezza è 41-42 punti, possiamo affrontare la seconda parte della stagione con slancio confidando nell’accesso ai playoff. Sono deluso dal campionato del Novara, della Pistoiese nell’anno del centenario e in parte dell’Alessandria che ha perduto almeno 3-4 punti. La rivelazione è il Renate che ha tanti giovani e gioca bene. Con Como e Alessandria si giocherà la B».
Quali sono i giovani più interessanti della serie D?
Obbedio: «Ce ne sono molti nella mia squadra, ma preferisco fare i nomi degli under di altri club come Manzari (Carrarese), Zerbin (Pro Vercelli), Simonti (Pistoiese), Galazzi e Ballarini (Piacenza), Houdi (Livorno), Bianchi, Nannelli e Adamoli (Lucchese)».
Giovannini: «Faccio tre nomi: Matteucci del Pontedera, che rivedremo in A o in B nell’Empoli, Bianchi della Lucchese uno dei più grandi prospetti della categoria e Biancu centrocampista dell’Olbia».
Come giudica il campionato della Lucchese?
Obbedio: «La società ha pagato lo scotto del salto di categoria. Forse sono state fatte troppe scommesse su giocatori provenienti dalla D o che mancavano dalla C da alcuni anni. Tuttavia la società ha dimostrato intelligenza nella scelta di Lopez come allenatore. É lui il valore aggiunto. E non me ne voglia Monaco che stimo come tecnico e reputo un amico. In quel frangente c’era bisogno di cambiare e la dirigenza ha preso il profilo migliore. Lopez è un fuoriclasse della categoria. Innamorato della città e in grado di risollevare le sorti della squadra. Con 3-4 innesti la Lucchese si salverà».
Giovannini: «Il Pontedera, una volta con Indiani e un’altra con Maraia, ha avuto partenze fallimentari con 2 punti in 7 gare e 3 in 8. Ma alla fine siamo arrivati ai playoff. Con tanti giovani in campo serve pazienza e il coraggio di insistere su una linea che è l’unica per evitare i fallimenti. Sono certo che la Lucchese, con gli accorgimenti necessari al calciomercato, ha tutto il tempo per rimediare. Ora deve passare dal trotto al galoppo. É dura, ma ce la può fare». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
