Il Tirreno

Lucca

«Una scuola anche per i difensori»

Michele Citarella
«Una scuola anche per i difensori»

Pacifico Fanani ricorda gli anni di militanza: «Venivo dalla Garfagnana, mi cercarono loro»

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Michele Citarella

lucca. Due sole stagioni con l’Atletico Lucca, ma sufficienti per capirne il valore e apprezzarne tuttora quanto in quel periodo ha imparato. Pacifico Fanani racconta la sua esperienza con il club in cui ha spiccato il volo prima di accedere nel calcio professionismo, partecipando volentieri alla rubrica che Il Tirreno ha dedicato alla società di San Marco in occasione dei suoi primi 50 anni di attività.

Difensore, centrale o a destra non ha fatto per lui differenza, proprio con l’Atletico Lucca ha chiuso l’esperienza con i settori giovanili, prima di lanciarsi nel pallone dei grandi. Non furono fattori prettamente calcistici a portare Fanani all’Atletico Lucca: «Ho giocato per diverse stagioni nel settore giovanile del Castelnuovo, a due passi da casa. Dopo le scuole superiori ho avuto la svolta della mia vita, con lo studio al collegio degli Artigianelli a Lucca e le conseguenti difficoltà nel potermi allenare con regolarità in Garfagnana. I dirigenti rossoneri, in particolare Serantoni, contattarono la mia famiglia per potermi avere con loro. Ero entusiasta dell’occasione ed il fatto di studiare a Lucca agevolava i miei allenamenti». Qui Fanani affina senso della posizione e capacità nel giocare la palla: «Avevo 16 anni, mi colpirono subito due cose della nuova società: la prima era il forte affiatamento tra dirigenti. La seconda era la qualità degli allenamenti, con cura della tecnica anche per i difensori, generalmente più portati al buttare via la palla senza troppe esitazioni e fronzoli». La società diventa ulteriore scuola di insegnamento per il tecnico: «Dirigenti e tecnici davano e pretendevano rispetto. Dall’Atletico Lucca si riceveva molto ed era quindi impossibile non contraccambiare: a Lucca abitavo da solo, avevo la famiglia in Garfagnana ma non mancavano attenzioni per accompagnare e seguirmi per allenamenti e partite. Tra bus e treni, sveglie mattutine domenicali per arrivare puntuale alle partite, ho gustato e imparato anche il senso del sacrificio per meritarsi un premio o un riconoscimento».

Fanani fa parte della generazione intermedia della storia dell’Atletico Lucca: non era tra coloro che si allenava fuori Porta Elisa e giocava al Balilla, ma non ha conosciuto il nuovo Henderson nell’attuale via Salicchi. «Sede dei nostri allenamenti era il campo di via della Scogliera, circondata da una grande pioppeta». Tanti i ricordi durante i due campionati Allievi: «Ricordo un successo per 4-0 sul Margine Coperta che segnò di fatto il successo in campionato regionale 1987-1988. Fu festa grande con Galli e Serantoni a saltare con noi negli spogliatoi a lanciare gavettoni e stappare bottiglie». Anni intensi, in cui Fanani merita la convocazione con la rappresentativa regionale: «Ho avuto il piacere di giocare con calciatori come Stefano Bettarini e Giacomo Banchelli, che hanno conosciuto la serie A per diverse stagioni. A Banchelli, nell’anno successivo, mi lega anche l’incubo sportivo di una finale persa ad un torneo proprio a causa di una sua doppietta. La marcatura di Banchelli fu affidata a me, ma tenerlo in quella partita è stato impossibile».

C’è molto che ancora lega Fanani all’Atletico Lucca: «Qualche anno fa il gruppo si è ritrovato ad una cena con Tuccori, storico della società, che ci ha regalato il suo libro “A come Atletico”, mentre con molti protagonisti di quelle stagioni, Emanuele Venturelli ma non solo, siamo ancora in contatto». Dopo gli anni all’Atletico Lucca, Fanani è passato in Eccellenza al Castelnuovo, portando la squadra in Serie D, dove disputa due campionati (99-2000 e 2000-2001). Con il Castelnuovo sarà protagonista in altre due finestre della sua carriera in Serie C2: dal 1994 al 1997 e dal 2004 al 2009. Le altre esperienze nei professionisti per il biondo marcatore sono state con Poggibonsi, Forli e Pontedera. La carriera di calciatore, poi quella di allenatore (GhiviBorgo e Aglianese in Serie D le ultime panchine) non lo ha minimamente frenato negli studi: oltre alla famiglia e al calcio, Pacifico Fanani lavora come architetto. —

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di Redazione web