Toscana
Pazzaglia, il difensore centrale che piace a mister Lavezzini
Studente all’Ipsia di Castelnuovo vuol prendere il diploma in fretta e segue le orme dello zio Luca scomparso prematuramente dopo una carriera nei dilettanti
GHIVIZZANO. Non è un titolare fisso, ma partita dopo partita si sta ritagliando con merito il suo spazio.
La giovane età e la considerazione che ha di lui il mister Rino Lavezzini sono dalla sua parte e lo rendono al momento il calciatore rivelazione nella rosa del GhiviBorgo. Antonio Pazzaglia, classe 2001, è uno di quei giocatori che non ti aspetti possa ritagliarsi molto spazio in una prima squadra che cerca la salvezza in Serie D, ed anche per il diretto interessato è tutto sorprendente: «Gioco difensore centrale, ruolo dove spesso i tecnici puntano su elementi esperti, mentre relativamente agli under, questi vengono preferiti sulle corsie esterne e provenienti dal settori giovanili delle società professionistiche, mentre io provengo dalla squadra Juniores».
Eppure, le occasioni non sono mancate, con diversi spezzoni di gara e interi secondi tempi in cui ha saputo imporsi su quotati avversari: «Vengo utilizzato quando il mister vuole cambiare modulo alla squadra, passando dal 4-3-3 al 3-5-2. - dice il difensore centrale - Le cose sono andate finora bene e lo dimostrano le ultime sfide contro Pro Livorno e Bagnolese. Sono consapevole che ci sono ancora molti margini di miglioramento. Confido nella mia crescita anche sulle parole del mister e i consigli in campo del nostro leader difensivo Salvatore Santeramo».
A guardare Antonio Pazzaglia mentre colpisce di testa o anticipa gli avversari, a molti appassionati di calcio della Valle del Serchio e a noi addetti ai lavori balza subito in mente zio Luca, compianto difensore centrale di Aglianese e Bagni di Lucca per anni tra i più apprezzati in Lucchesia per le qualità in marcatura e doti atletiche, scomparso prematuramente nel 2019 per un male incurabile a poco più di cinquanta anni. «Non ricordo molto mio zio nelle vesti di calciatore, ma a quanto ho sentito dire spero di prenderne un po’ di capacità atletiche e senso tattico». In famiglia non c’è stato solo zio Luca a trasmettergli la passione per il calcio, perché Antonio è figlio di Tiziano, altro difensore della famiglia, con trascorsi al Piano di Coreglia, Bagni di Lucca e Virtus Camporgiano. «Da mio padre spero di prendere qualità come la grinta e la determinazione nella marcatura sull’avversario. In serie D ci sono attaccanti di assoluto valore ed il salto tecnico e fisico con la Juniores è notevole».
Provare a confermarsi in serie D è obiettivo ambizioso ma non l’unico: «Il calcio per adesso non può essere per ora una professione e il mio futuro lavorativo. Quindi sono consapevole che oltre al sacrificio negli allenamenti ci deve essere anche quello scolastico, con l’obiettivo del diploma di operatore elettrico presso l’Ipsia di Castelnuovo». —
Michele Citarella
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