Gioco
Salvi, livornese doc con la Lucchese nel cuore «Sarà una sfida equilibrata senza vincitori»
L’ex fantasista rossonero protagonista di due promozioni dal primo settembre è in pensione e si diletta con il tennis
LUCCA. Livornese purosangue e tifoso amaranto, ma la Lucchese occupa un pezzo del suo cuore.
Gaetano Salvi ha vinto con entrambe le maglie, a Lucca è rimasto legato indissolubilmente alla promozione dalla C2 alla C1 nell’86 e poi alla conquista della serie B, ma soprattutto ha rappresentato la fantasia e l’estro di un calcio che ha fatto sognare tanti ragazzi all’ombra delle Mura.
Il derby che andrà in scena domenica all’Armando Picchi riapre le pagine più belle della carriera di Tano.
«Due club a cui sono molto legato, giocando per tanti anni e vivendo emozioni e ricordi indimenticabili. Livorno è la mia città, ma a Lucca sono stati cinque anni stupendi. Peccato non potere assistere dal vivo alla partita».
Certamente un derby scolorito rispetto ai fasti del passato, col Livorno salvato per il rotto della cuffia da Spinelli e la Lucchese ultima in classifica anche se corroborata dalla vittoria col Piacenza. «Sono due squadre che attraversano un periodo difficile, gli amaranto a causa della crisi societaria che per fortuna ha trovato una soluzione all’ultimo tuffo, i rossoneri per i risultati negativi anche se il successo col Piacenza ha risollevato il morale. Certo, un derby senza tifosi e uno stadio vuoto è un colpo al cuore».
La punizione contro l’Alessandria in C2 per i tifosi rossoneri è come un quadro di Van Gogh. «Nella Lucchese ho sempre disputato campionati di vertice e conquistato un entusiasmante doppia promozione, a parte il primo anno di C1 dove abbiamo un po’ tribolato, una stagione sofferta dove ci siamo salvati nelle ultime giornate. Ma c’era una società e una struttura forte. Le fondamenta sono tutto: quando ha una dirigenza seria e oculata anche i calciatori si sentono protetti e danno molto di più in campo. Egiziano Maestrelli tutti gli anni investiva tanto e Pino Vitale sapeva di calcio. Poi ci sono anche i calciatori, ma senza la società non si raggiungono grandi traguardi. Diffido dai personaggi facoltosi, ma spesso incompetenti che illudono i tifosi. Alla lunga conta più spendere bene». Salvi analizza la sfida dell’Ardenza.
«Sarà una gara equilibrata, il Livorno ha dato segnali di risveglio con la vittoria a Vercelli, Murilo, Braken, Porcino, Agazzi sono elementi importanti. Spinelli è stato troppo criticato, ma ha portato il Livorno in A e in Europa. La Lucchese ha ritrovato equilibrio e compattezza con Lopez. Per salvarsi però non sarà facile, deve recuperare tanti punti. Ma con l’attaccamento alla maglia, la determinazione e qualche innesto si possono fare grandi imprese nel girone di ritorno» dice Tano che a 62 anni da poco è andato in pensione. «Dal primo settembre ho chiuso l’attività della bancarella al mercatino americano a Livorno, sfruttando quota 100. Adesso faccio l’allenatore con la squadra della Young Fortezza, alleno ragazzi classe 2021, ispirandomi a Renzo Melani e Corrado Orrico che mi hanno insegnato tanto. Poi quando posso gioco a tennis che resta la mia grande passione».
Nella Lucchese anti Livorno assenti sicuramente Cruciani, Moreo e Benassi mentre Kosovan potrebbe trovare un posto dall’inizio e Dumancic tornare titolare. —
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