Gioco
Panati, dalla tribuna alla maglia di titolare in nome del nonno
Il diciannovenne esterno deve tutto a Lopez e Deoma che lo ha riscattato dagli apuani, ma s’ispira all’ex presidente della Panapesca Montecatini
/ LUCCA
Dodici presenze, sette partite da titolare, una saltata per squalifica e una crescita costante. Tra i migliori in campo col Piacenza nella prima vittoria al Porta Elisa della stagione. Matteo Panati, 19 anni, è una delle rivelazioni di questo inizio tutto in salita della Lucchese. Sembrava destinato alla panchina o a giocare col contagocce. Invece con Lopez ha ritrovato le giuste motivazioni. Una metaformosi per l’esterno che si è messo in evidenza nel Torneo di Viareggio del 2019 prima di approdare a Lucca dalla Carrarese. «Mi sento in forma, con mister Lopez c’è sintonia e giocare con più regolarità mi aiuta a migliorare ed essere più sicuro nelle giocate.- racconta Panati - Mi sono ritrovato da una settimana in tribuna a Busto Arsizio alla successiva da titolare con la Pro Sesto. Il messaggio è chiaro: tutti abbiamo spazio e possiamo avere l’occasione giusta. Per me il calcio è un vero e proprio lavoro. Mi ispiro tanto a mio nonno Vito Panati, presidente Panapesca di Montecatini (ha portato il basket ai fasti d’oro della A1) che dal niente è arrivato al massimo livello nel suo lavoro e io cerco di fare altrettanto nel calcio. Lui é il mio consigliere e fonte d’ispirazione». Adesso il cartellino è tutto del club rossonero «Un motivo in più per fare bene: la duttilità è una delle mie qualità e sono anche più coraggioso nell’andare al tiro. Spero di continuare con questo rendimento e la fiducia del diesse Deoma e del tecnico Lopez mi danno una grade spinta». La vittoria sul Piacenza e la prestazione di grande cuore e sostanza possono essere l’inizio di un nuovo campionato. «Possiamo uscire dal tunnel. La salvezza non è impossibile: abbiamo ottenuto una vittoria preziosa, frutto di una grande prestazione sotto l’aspetto fisico, del gioco e del carattere. Ci siamo sbloccati e dobbiamo continuare su questa strada perché se ci fermiano siamo perduti. Il campionato è ancora lungo e prima della sosta abbiamo ancora due gare per cercare di migliorare la nostra classifica». La sfida dell’Ardenza col Livorno è in bilico, poi al Porta Elisa altro derby con la Carrarese, ex squadra di Panati. «Non ho risentimenti con gli azzurri apuani anche se devo dire che a Lucca hanno creduto di più nelle mie potenzialità. Con i marmiferi voglio dimostare che con me si sono sbagliati. Ho 19 anni e ancora tanto da fare, ma c’è il clima giusto e un allenatore che mi sta valorizzando al massimo. Faccio anche tanto lavoro in palestra per potenziare i muscoli, mi piace il lavoro atletico».
Alla ripresa da valutare le condizioni degli infortunati Bartolomei e Dumancic. Ai box anche Cruciani che con la sua esperienza può tornare utile in questo difficile cammino per rimanere aggrappati alla serie C. —
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