Toscana
Biancorossi a trazione anteriore e una salvezza a portata di mano
Un progetto con tanti giovani provenienti dalla serie D
Quattordici punti di cui cinque nelle ultime tre partite con 9 gol negli ultimi 180 minuti. E meno male che il Piacenza formato da giocatori di proprietà (solo t re prestiti) provenienti dalla serie C doveva essere la squadra materasso del campionato. Perché i biancorossi hanno dimostrato di poterci stare nonostante una rosa formata da 5 calciatori di serie C (Corradi, leader indiscusso che sarà assente contro la Lucchese per infortunio, l’ex rossonero Maritato, Pedone ex Pro Patria, Gonzi ex AlbinoLeffe e Battistini, ex Carrarese e figlio di Stefano che giocò nell’Inter e nel Milan) e da tutte scommesse. A partire dai centrali ex Fiorenzuola, Corbari e Bruzzone, per proseguire con i giovani prestiti Simonetti (Roma, 2001) e Visconti (Bologna, 2000) per finire con il nipotino di Mark Heatley ariete britannico visto al Milan negli anni Ottanta prima dell’avvento di Sua Emittenza Silvio Berlusconi.
La rivoluzione estiva - dopo che per due stagioni il Piacenza di Arnaldo Franzini era arrivato ad un soffio dalla serie B - ha visto un ribaltone dirigenziale. La famiglia Gatti, al timone per 8 stagioni, è rimasta come main sponsor e il nuovo presidente è Roberto Pighi con Marco Polenghi come vice. Per carità, gente solida e del posto. Ma è stato deciso a livello di direttivo di cambiare rotta e ridurre le spese. Da lì la decisione di investire su un giovane e dinamico direttore sportivo: Simone Di Battista. Proveniente da tre stagioni ricche di soddisfazioni in serie D al Fiorenzuola (sempre nei playoff) ha ottenuto un contratto triennale e pieni poteri sul mercato con un budget decisamente modesto viste le spese che era abituata a fare il Piacenza nel recente passato. Dopo aver lanciato il tecnico Alessio Dionisi, oggi all’Empoli in B dopo essere transitato per Imola e Venezia, l’allenatore Brando che aveva fatto benissimo l’anno scorso al Modena, in questa stagione ha puntato forte su Vincenzo Manzo, classe 1976, ex centrocampo della Primavera della Juventus ai tempi di Del Piero e costretto a smettere a 22 anni per un grave incidente. Il tecnico campano ha dato al Piacenza un’impostazione molto offensiva e un pressing asfissiante fatto di possesso palla e azioni in velocità. Non sono mancati però i passaggi a vuoto e dopo l’iniziale 4-3-3 la decisione di virare su un più attento 3-5-2 che ha consentito di subire meno gol rispetto agli inizi di stagione con due reti a partita. —
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