Gioco
Calcio dilettanti in attesa nessuna news sulla ripresa L’ipotesi del girone unico
LUCCA
Tutti erano in attesa del Decreto del Presidente Consiglio dei Ministri del 4 dicembre. Così si erano lasciate le società di calcio quando hanno interrotto l’attività agonistica a causa del Covid. In Eccellenza, Promozione, Prima e in Seconda categoria si erano giocate appena due giornate di campionato, con qualche gara saltata per isolamenti e quarantene varie. Addirittura in Terza categoria e nel Campionato provinciale juniores lo stop forzato dovuto dall’emergenza covid si è fermato dopo appena una giornata e nessuna sfida di Coppa Toscana o coppa provinciale.
Niente di nuovo è sopraggiunto in questo inizio dicembre per i campionati dilettanti e giovanili che si giocano nell’ambito del territorio toscano. Nel Dpcm che è entrato in vigore il 4 dicembre scorso e che varrà fino al 15 gennaio 2021 non cambia praticamente niente in merito al ritorno sui campi di calcio. Impossibil,e quindi, programmare una nuova ripartenza, nemmeno per quanto riguarda gli allenamenti. In teoria, ci si può allenare, anche in zona arancione, con sedute individuali e senza utilizzare spazi comuni al chiuso quali le docce negli spogliatoi. Ma di fatto, viste anche le temperature rigide, nessuno rischia malanni di stagione per evitare tampone o assenze da scuola e lavoro.
Anche scendendo dall’ambito delle leggi statali alle ipotesi della Lega Nazionale Dilettanti Toscana, restano i dubbi. Voci di corridoio parlano di una potenziale ripresa degli allenamenti dopo il 15 gennaio, concedendo un mese di tempo alle società per effettuare una sorta di “seconda preparazione stagionale”. Facile pensare all’utilizzo dell’intero mese di giugno per finire i campionati, più difficile pensare che dilettanti e giovanili possano sforare anche nel pieno dell’estate con le ultime giornate di campionato. Trapela anche l’ipotesi di giocare il solo girone di andata, con i verdetti di promozione e retrocessioni già emessi in quello che di solito è soltanto il “giro di boa”. Questa ultima idea non piace a molti addetti ai lavori e ad appassionati: l’iscrizione è stata pagata interamente dalle società e il desiderio è di emettere verdetti nel modo più equo possibile. —
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