Gioco
Nuovo stadio, possibili acquirenti e rinforzi: ecco tutte le verità del direttore Santoro
Convocazione della Conferenza dei servizi tra fine e inizio anno. «Vendere? No a meno che non si presenti un Moratti»
LUCCA
Mancano ancora dei documenti chiesti dagli uffici comunali all'Aurora Immobiliare legati ad integrazioni e modifiche del progetto per il restyling del Porta Elisa. Ma se il materiale giungerà all'inizio della prossima settimana non è da escludere che possa essere convocata tra la fine del 2020 e l'inizio del 2021 la tanto agognata Conferenza dei Servizi che segnerà l'inizio dell'iter procedurale per l'avvio di un percorso che possa portare alla realizzazione del nuovo stadio. Non è affatto da escludere che, almeno a livello consultivo, venga coinvolta anche la Regione. Ma è assodato che da parte dell'amministrazione c'è la ferma volontà di realizzare l'opera.
Mario Santoro, direttore generale della Lucchese, sottolinea un paio di concetti essenziali che testimoniano la volontà di questo gruppo di lavoro di portare avanti il progetto prefissato nell'agosto 2019. «Non capisco tutta questa agitazione. Noi siamo stati l'unico gruppo che lo scorso settembre ha protocollato un progetto serio e sostenibile per ristrutturare il Porta Elisa. La nostra Lucchese, e parlo anche a nome degli sponsor che ci sostengono dall'inizio della nostra avventura, non può prescindere dalla realizzazione del moderno Porta Elisa. Se questo venisse meno noi non resteremo un solo istante in più e consegneremo le chiavi al sindaco. Ma siamo certi che amministrazione e imprenditoria siano fermamente convinte che il calcio a Lucca può continuare, svilupparsi e raggiungere traguardi prestigiosi attraverso un impianto aperto tutto l'anno e in grado di produrre reddito. Sullo stato dell'arte noi come As Lucchese 1905 siamo in linea con i tempi e attendiamo la convocazione della Conferenza dei Servizi».
Sul finanziere della City interessato alla Lucchese e sul gruppo imprenditoriale del settore acciaio che si era avvicinato già a settembre contattando l'amministrazione attraverso un avvocato di fiducia, il direttore generale taglia corto: «Il brand Lucchese ha ancora un certo appeal. D'altronde questa nuova società non ha debiti e, nonostante il Covid, è in pari con i pagamenti. E di fronte a un panorama desolante con squadre che hanno chiuso i battenti dopo pochi turni di campionato, altre che attraversano momenti difficili e altre ancora che incapperanno in penalizzazioni, la Lucchese è una società virtuosa. E siccome ha pure una storia lunga 115 anni ecco spiegato l'interesse che genera il club. Ma ai tifosi e alla città dico di stare tranquilli: questo gruppo di lavoro non ha la minima intenzione di vendere. A meno che a comprare sia Massimo Moratti (Santoro, tra l'altro, è un tifoso della Beneamata) o imprenditori seri e affermati del suo livello. Quindi ci fa piacere che la Lucchese sia tornata a far parlare di sé e possa essere muovere interesse di persone neofite del calcio. Noi però andiamo avanti con la linea della fermezza. Ringraziamo chi si è interessato, ma restiamo sulla tolda di comando». Nonostante il mare tempestoso della classifica che vede i rossoneri all'ultimo posto della classifica.
Tra l'altro il nuovo regolamento entrato in vigore a ottobre prevede che nel caso che un club venga escluso (esempio Trapani) per inadempienze economiche la squadra che si piazza al diciannovesimo posto retroceda direttamente e i playout si disputino tra la diciottesima e la diciassettesima squadra: «Siamo perfettamente consapevoli della situazione di classifica. Sono stati commessi errori e nessuno può negarlo. Ma è ingiusto e ingeneroso gettare la croce addosso al nostro direttore sportivo che sta lavorando giorno e notte per il bene della Lucchese. Le critiche fanno parte del gioco, ma gli insulti gratuiti non li accettiamo. Contro il Pontedera la squadra ha ottenuto la tanto attesa vittoria e adesso dobbiamo continuare a fare più punti possibile nelle prossime quattro partite che mancano alla fine del 2020. La stampa fa il suo lavoro ed è giusto così. Ma in questo momento non mi va di parlare di mercato. Dobbiamo restare uniti e compattarci: ora ci sono questi calciatori e con questo gruppo dobbiamo arrivare sino all'inizio del 2021. In troppi si dimenticano che la Lucchese è stata uno dei pochi club che hanno dovuto pagare un prezzo altissimo al Covid. Ventuno giocatori contagiati dal virus. Permettetemi di ringraziare il dottor Adolfo Tambellini che ha fatto un lavoro straordinario senza risparmiarsi per la salute dei nostri calciatori e dello staff e un plauso speciale va a mister Giovanni Lopez che per almeno due settimane ha dovuto lavorare con 8-9 giocatori e in condizione davvero proibitive. Siamo stati penalizzati dal dover giocare ogni tre giorni con infortuni muscolari e problemi fisici che non hanno consentito alla squadra di rendere al meglio. Non saremmo una squadra da promozione, ma nemmeno da ultimo posto. Nonostante i problemi, la Lucchese, eccezion fatta con l'AlbinoLeffe, ha sempre tenuto il campo. I tifosi stiano tranquilli: faremo quanto è nelle nostre possibilità per migliorare l'organico ed uscire da questa situazione di classifica». —
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