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Lucca

L’ALLENATORE DEI GRANATA 

«Sarebbe un grave errore sottovalutare avversari penalizzati dal Covid 19»

Luca Tronchetti/
«Sarebbe un grave errore sottovalutare avversari penalizzati dal Covid 19»

Ivan Maraia mette in guardia i suoi ragazzi e rafforza l’attacco che segna con il contagocce Il feeling del tecnico con il diesse «C’è un confronto stimolante»

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LUCCA

Soddisfatto dell’avvio di stagione - 5 vittorie, 2 pari e 5 sconfitte con 17 punti e 9 gol fatti e 10 subiti - ma attento alla sfida con la Lucchese che non considera affatto una squadra rassegnata alla retrocessione. Ivan Maraia, 52 anni, da quattro capo allenatore del Pontedera dopo aver svolto per anni il ruolo di vice Indiani, invita i suoi ragazzi a stare molto attenti di fronte all’ultima della classe: «Ho visto i rossoneri targati Lopez, un tecnico preparato che ha dimostrato in tante circostanze il suo valore, nelle ultime tre uscite e devo dire che la squadra è molto migliorata. Guardi, non abbiamo 5-6 calciatori colpiti da Covid e che, dopo essere stati negativizzati, non hanno ancora ripreso appieno la condizione. Alcuni giocano spezzoni, altri sono in campo ma è come se avessero il freno a mano tirato e fanno una fatica tremenda. Comprendo benissimo le difficoltà di mister Lopez, che ha avuto più di 20 giocatori alle prese con il virus, a mettere in campo una formazione competitiva e soprattutto che possa reggere fisicamente per tutti i novanta minuti. Si rischia che qualcuno possa farsi male. E perdere un calciatore per 3-4 settimane diventa un problema serio. Onestamente la fortuna non l’ha aiutato perché con la Giana il pari avrebbe rispecchiato meglio l’andamento del match e anche a Pistoia personalmente ho visto una Lucchese migliore degli orange e punita da episodi. Perché nella prima frazione i padroni di casa hanno subito il possesso palla degli ospiti». Un pistolotto per mettere in guardia i suoi giovanotti: «La Lucchese è l’emblema dei problemi legati al Covid, ma se noi pensiamo di farne un solo boccone è la volta che ci castigano. Non sono una squadra arrendevole e men che meno rassegnata. E noi, ultimamente, fatichiamo a andare in gol. Ci vorrà il miglior Pontedera per conquistare i tre punti. Girare a quota 25 ci consentirebbe di guardare con fiducia alla seconda parte della stagione».

Con il dg Paolo Giovannini si è creato un connubio importante: «É un privilegio lavorare con lui tutti i giorni. C’è tanto da imparare e soprattutto il confronto continuo e costante è molto positivo. Insieme riusciamo a capire certe difficoltà e ad operare rapidamente i giusti correttivi. In questi anni a Pontedera sono cresciuto tanto anche grazie ai suoi suggerimenti e alla sua preziosa collaborazione. Ricordo che siamo tra le formazioni più giovani di tutti i campionati professionistici e ad oggi questa società non mai disputato i playout e spesso ha raggiunto la zona playoff lanciando nel panorama nazionale diversi calciatori interessanti». Maraia a vita nel Pontedera? «Io in questo club sto benissimo, ma è chiaro che l’ambizione di provare un’altra esperienza in società più blasonate per chi fa il mio mestiere è da mettere in conto. Tuttavia spesso l’ambizione si scontra con la realtà complicata della categoria e del calcio in generale. E salti nel buio io non ne voglio fare. Pontedera è come una famiglia: condivisione e programmazione sono il pane quotidiano. Un pronostico per il derby? É una partita da tripla. Ma una cosa voglio dirla: auguro ai rossoneri di conquistare la permanenza in categoria e al Pontedera l’accesso ai playoff». —

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