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Lucca

L’ALLENATORE AVVERSARIO 

Riolfo, tecnico self made man che per allenare in Lega Pro ha vinto 6 campionati dilettanti

LUCA TRONCHETTI
Riolfo, tecnico self made man che per allenare in Lega Pro ha vinto 6 campionati dilettanti

Dopo il mezzo miracolo con il Carpi lo avevano cercato tante squadre, ma i suoi progetti e quelli dei club non combaciavano: «La Pistoiese adesso deve tornare a vincere»  

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LUCCA

Un tecnico self made man. Perché a Giancarlo Riolfo, 51 anni, ligure di Andora, padre italiano e mamma inglese, ala prima e centrocampista poi nei campionati dilettanti dove ha esordito a 16 in Promozione nell’Andora per poi passare a Vado nell’Interregionale e giocare successivamente una decisa di stagioni nella Sanremese concludendo la carriera tra Savona e Cuneo e ottenendo, sino a 33 anni, sei promozioni tra Promozione, Eccellenza e serie D. Stesso discorso vale per la carriera di allenatore intrapresa subito dopo aver appeso le scarpette al chiodo. Inizi con l’Argentina Arma di Taggia come tecnico-calciatore subentrato con la squadra ultima in classifica e alla fine la conquista della salvezza. Poi passaggio all’Imperia poi in D con il Savona e la Pro Imperia di nuovo in Eccellenza con l’Argentina poi il debutto in C con il Savona nel 2015 e ancora serie D con Sanremese, Torres e Vis Pesaro sino alla straordinaria annata con il Carpi in C. In tutto altri 5 campionati vinti nei dilettanti.«Dopo il quarto campionato vinto ho lavorato nelle assicurazioni e pensavo di cambiare vita» dice il nuovo tecnico della Pistoiese, interista sfegatato con un debole per la leadership di Mourinho e il suo percorso tecnico. «A livello di allenatori c’è tanto da imparare da Guardiola e Sarri che dai dilettanti e senza aver giocato in serie A o B è diventato il tecnico del Chelsea e della Juventus assumendo un profilo internazionale. Nella gestione del gruppo invece il più bravo è decisamente Ancelotti».

Dei giocatori in rosa alla Lucchese conosce bene Filippo Scalzi: «L’ho allenato alla Sanremese, un ragazzo sveglio e che può far bene anche nei professionisti. La squadra di Lopez, che ritengo un ottimo allenatore, un tecnico competente e di grande capacità professionali, va presa con le molle. Sottovalutare l’avversario sarebbe un errore imperdonabile».

È strano che un tecnico come Riolfo - che tanto bene aveva fatto la scorsa stagione arrivando ad un passo dalla promozione in B con il Carpi che non partiva certo con i favori del pronostico - sia rimasto a spasso in attesa che si liberasse una panchina: «Guardi, tante volte non si incastrano le situazioni. Nel senso che ci sono esigenze personali dell’allenatore ed esigenze della società che non collimano e quando ci s’incontra i progetti non vanno in porto e ci si lascia prima di firmare un contratto».

A volerlo a Pistoia è stato il direttore generale Marco Ferrari: «È stato lui il primo a contattarmi e abbiamo subito raggiunto un accordo. Il ds Dolci non lo conosco direttamente, ma ne ho sempre sentito parlar bene sul piano professionale e di conoscenza dell’ambiente. D’altronde con la Pistoiese avevo già avuto contatti in passato e sono molto felice di poterla allenare». Lucchese e Pistoiese due squadre che arrivano da risultati negativi: «Una partita non semplice. Sarà importante non commettere errori. A prescindere che l’avversario si chiami Lucchese o Pro Vercelli bisogna imparare a vincere le partite. La scelta del modulo? Io mi affido al 4-3-1-2 e in settimana abbiamo lavorato con i vecchi schemi (3-5-2 caro a Frustalupi) iniziando ad inculcare pillole del nuovo sistema di gioco che predilige altre peculiarità». —

LUCA TRONCHETTI



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