Italia
Albé, trecento volte Giana «Il patron mi ha inguaiato cacciando il vice Ardito»
Il più esperto direttore tecnico della categoria sta cercando un nuovo allenatore da mettere in panchina dopo la repentina decisione del presidente Damonte
/ LUCCA
«Che vuole che le dica. Il mio presidente Oreste Bamonte, 84 anni, da 35 anni alla guida della Giana, è fatto così. È un sanguigno. E prendere quattro sberle (Pro Vercelli) lo ferisce nell’orgoglio. E come i ragazzini a volte non riflette sulle conseguenze. Ama troppo la squadra e non ha digerito i 10 gol subiti e le tre sconfitte di fila. Adesso tocca a me riannodare i fili e cercare un sostituto di Andrea Ardito, un ragazzo serio, educato e un buon allenatore che ha pagato più del dovuto il momento negativo che stiamo attraversando. Guardi, mi hanno chiamato una ventina di allenatori. Il mio cellulare scotta, ma stavolta non mi prendo impegni. Sarà il patron a decidere chi sostituirà Ardito in panchina. Per oggi al Porta Elisa e per mercoledì in casa con la Carrarese toccheranno a me le scelte dell’undici da mandare in campo (per il futuro si parla di Antonio Filippini ex Livorno, Damiano e Cristian Zenoni ex Feralpi o Oscar Brevi ex Olbia». Parla tutto d’un fiato Cesare Albé, 70 anni, il decano degli allenatori della serie C e direttore tecnico a vita della formazione lombarda. Il Ferguson della Martesana da 25 anni guida i biancocelesti che ha traghettato dalla Promozione Lombarda ai professionisti con 7 stagioni in C. «Te pensa se alla mia età e con i miei malanni mi devo ancora caricare di certe responsabilità. - prosegue il dt dei biancazzurri di Gorgonzola - Per Ardito mi ero speso in estate. Proveniva dall’esperienza del Milano City e per lui parlava un curriculum importante da calciatore professionista con oltre 400 presenze tra A, B e C indossando le maglie di Como, Siena, Torino e Lecce (Ardito, ex centrocampista è nato a Viareggio, cresciuto nella Freccia Azzurra Pisa e ha giocato in Toscana con Camaiore e Pontedera). Con lui si era instaurato un bel rapporto, ma non c’è stato verso di far cambiare idea al presidente».
L’ex dipendente della Siemens torna al Porta Elisa per la terza volta: «Mi dite che ho sempre vinto a Lucca? Giuro che non lo ricordavo. Sa, io non guardo molto alla cabala. Devo pensare ai ragazzi perché anche noi come la Lucchese abbiamo avuto una dozzina di calciatori alle prese con il Covid. Se Lopez non avrà al meglio diversi giocatori anch’io dovrò rinunciare ad elementi esperti di fondamentale importanza come i centrocampisti Madonna e Dalla Bona, il difensore Perico e il vostro Greselin che si è stirato contro la Pro Vercelli e non potrò portare nemmeno in panchina. In difesa avrò i giocatori contati tanto che, nonostante si sia negativizzato da poco, sarò costretto a schierare dall’inizio l’esperto Montesano perché il baby Mercandalli, un 2001 cresciuto nel nostro club in 4 anni ha fatto 35 centimetri (è alto 1,90) e ha problemi di tenuta fisico-atletica (crampi). Non sarà facile tornare a casa con un risultato positivo, ma abbiamo l’obbligo di provarci per cercare di migliorare la nostra classifica che nell’ultimo mese si è fatta deficitaria (4 sconfitte e una vittoria, con 8 gol all’attivo e 18 reti incassate, assieme alla Lucchese la peggior difesa del girone)».
Il modulo però dovrebbe continuare ad essere il 3-5-2 con la variabile del trequartista (3-4-1-2): «Abbiamo provato anche la difesa a quattro, ma senza grandi risultati. Confidiamo nella verve dei nostri attaccanti per mettere in difficoltà i rossoneri». —
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