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IL RICORDO 

Una pista ciclabile a Capannori in memoria di Michele Fanini artigiano innamorato della bicicletta

Una pista ciclabile a Capannori in memoria di Michele Fanini artigiano innamorato della bicicletta

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LUCCA

É stato ricordato nei giorni scorsi con una messa al Santuaro di Montenero, Michele Fanini, uno dei talent scout più apprezzati in Italia, persona stimata per la sua innata bontà, per la sua grande competenza e per la disponibilità nei confronti di chiunque ne avesse bisogno. É trascorso un anno dalla sua prematura scomparsa, ma nessuno nell’ambiente del ciclismo e delle persone che lo hanno conosciuto e apprezzato si è dimenticato del suo sorriso e della sua gioia di vivere. Alla cerimonia religiosa c’era tutta la famiglia: dai figli Manuel, Lorenzo e Cristina alla moglie Assuntina ai tre fratelli Ivano, Pietro e Brunello. Assieme a loro un gruppo di amici del mondo del ciclismo e non solo che lo hanno ricordato con immutato affetto. La scelta del Santuario di Montenero non è casuale. Sia lui che prima di lui il padre Lorenzo erano soliti organizzare ogni anno ad agosto una visita al Santuario assieme a decine di appassionati e fedeli e alla loro famiglie. Tra l’altro Michele Fanini era solito inserire nelle testate delle bici di sua produzione l’immagine della Madonna di Montenero. La bicicletta era la sua grande passione. Un vero innamorato delle due ruote e un artigiano che con costruiva sapientemente e con amore le bici su misura per i suoi campioncini in erba. Gli stessi che alla fine gli hanno regalato la gioia di ben 12 campionati del Mondo. Roba da guinness dei primati. Tutti i ciclisti, dai professionisti agli amatori, hanno finito i tubolari per andarlo a trovare e chiedergli un consiglio o semplicemente per un saluto o una pacca sulla spalla. Perché Michele Fanini era una persona che si donava agli altri con trasporto e senza sperare in prebende o ricompense. Per questo e per mille altri motivi il Comune di Capannori, con in testa il sindaco e presidente della Provincia, Luca Menesini, ha espresso in più occasioni la volontà di voler intitolare a Michele Fanini una pista ciclabile. Perché lui e la bicicletta erano e restano un binomio indivisibile. Resta per i parenti e gli amici l’amarezza per la sua fine improvvisa e tragica e prosegue la battaglia legale dei parenti per capire se vi siano state responsabilità di carattere sanitario e ospedaliero sul suo decesso inatteso. Una battaglia legale dall’esito incerto, ma necessaria per chiarire le cause del mancato ricovero nel reparto di naturale destinazione e il ritardo nell’esecuzione degli esami. —

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