Lutto
Javorcic più forte del Covid «Contento dei miei ragazzi»
/ LUCCA
É stato 10 giorni in quarantena volontaria per una sospetta positività al Covid-19. Asintomatico e in isolamento fiduciario dal 3 al 13 ottobre è tornato in panchina domenica nella gara perduta di misura e immeritatamente al comunale di Meda contro il Renate. Da 4 stagioni Ivan Javorcic, 41 anni, è il tecnico della Pro Patria. Un allenatore amato dalla proprietà e apprezzato dalla tifoseria per quel modo schietto e genuino di comportarsi che oggi nel calcio è diventato sempre più raro. I tigrotti della Lombardia ad oggi hanno conquistato 6 punti. Frutto di una vittoria (al Nespoli di Olbia), tre pareggi (a Carrara, in casa con Pro Vercelli e Pistoiese) e una sconfitta (con il Renate) con due reti fatte e altrettante subite. L’ex centrocampista serbo, talento delle giovanili del suo Paese, è l’artefice principale della rinascita della gloriosa Aurora Pro Patria. Amante delle buone letture - libri di sport e non solo - deve molto della sua attuale carriera a quello che considera il suo grande maestro: Marco Giampaolo, tecnico del Torino: «L’ho avuto per un breve periodo a Treviso e l’ho ritrovato a Brescia quando ho iniziato a guidare la Primavera delle rondinelle. È una persona vera e preparatissima: un allenatore che capisce di calcio come pochi. Un difetto: non è un tipo da copertina». La sua squadra, per esigenze di bilancio, è composta da almeno 5-6 over schierati dal primo minuto. Ma lui è soddisfatto del comportamento dei suoi ragazzi: «Siamo una squadra work in progress. Il collettivo mi sta comunque offrendo buone prove e i 6 under inseriti devono amalgamarsi con il gruppo storico». I lombardi sono alla ricerca della prima vittoria interna allo Speroni: «La Lucchese è una neo promossa che merita grande rispetto. Sta pagando il salto di categoria come accadde anche a noi tre anni fa. Due stagioni orsono su questo campo disputammo una bella partita (terminò 2-2) ad alto contenuto tecnico. Non conosco mister Monaco, ma mi piace il suo modo di guidare la squadra. É una persona seria e capace e con il Como stellare avrebbe meritato il pari. I rossoneri sono ultimi in classifica? Non ci sono partite facili in C. Il nostro obiettivo, credo anche il loro, resta la salvezza. Con il lavoro sul campo, la voglia di fare, l’agonismo e la consapevolezza del nostro valore, sono convinto che ci salveremo entrambi». —
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