Il Tirreno

Lucca

Genitori contro le tribune chiuse

Michele Citarella; / LUCCA
Genitori contro le tribune chiuse

Per vedere giocare i figli chi si arrampica sulle reti e chi indossa un giaccone del club e si finge dirigente

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Michele Citarella / LUCCA

Come trascorrono il tempo i genitori dei piccoli calciatori che non possono assistere in tribuna alla partita del proprio figlio? C’è chi utilizza espedienti per godersi la partita, c’è chi accetta rassegnato e chi, con l’occasione, approfitta per impiegare il tempo in attività utili o altrettanto piacevoli.

CHI NON SI RASSEGNA

C’è chi non può fare a meno di vedere il proprio figlio giocare, cercando ogni soluzione per non perdersi diagonali, contrasti e azioni del proprio pargolo. Laddove la recinzione è bassa oppure permette di vedere, si intravedono teste appollaiate alla rete sul retro della panchina. Anzi, qualcuno ostenta anche la soddisfazione di ricevere lo stesso servizio senza dover pagare un biglietto. In via Matteotti a S. Anna, dove è stato fatto il recente parco eliminando le tribune, l’assembramento è ormai prassi: la presenza di un’area verde non permette alla Polisportiva Sant’Anna di installare reti oscurate. A bordo campo ci sono genitori, amici, parenti (tanto non si paga), ma anche tanti curiosi che giungono per caso al parco e sostano a vedere la partita. Negli impianti dove la recinzione è oscurata si nota qualche foto ai pannelli e agli oscuranti. Ci sono genitori che confessano di prendere accordi con il club: basta un giaccone con lo stemma sul petto o una tuta sociale per provare ad entrare e, semmai dovesse arrivare un controllo, fingersi dirigente del sodalizio. Qualcuno riesce nel suo intento, ma accontentare tutti è impossibile.

CHI SI ADATTA

«Era tanto che non venivo a Lucca, ne ho approfittato per fare due passi all’interno delle Mura e prendermi un caffè prima di tornare a prendere mio figlio. Pensavo di poter entrare, non sapevo delle porte chiuse, il dirigente presente alla porta che ci ha spiegato le norme di chiusura al pubblico ci ha consigliato una camminata verso il centro storico». Vedere la partita del proprio figlio è piacevole, ma non è un dramma se questo non è possibile. Un gruppo di mamme versiliesi, giunte in via al Tiro a Segno, hanno colto l’occasione di una visita a Lucca. In caso di pioggia restare in auto in compagnia dell’inseparabile cellulare è ciò che fanno in molti. Qualcuno porta con sé un libro, ma non sarà possibile a lungo a causa del freddo. Una mamma coglie l’occasione per non perdere tempo: «Ho accompagnato mio figlio a Lido di Camaiore. Non mi piace andare al supermercato la domenica, ma per una volta ho fatto una eccezione ed ho fatto la spesa al rmarket a due passi dal campo». Qualcuno si ricorda di un altro impegno domenicale: «Cosa ho fatto durante la partita di mio filgio? Ho visto una chiesa aperta a poche centinaia di metri dal campo sportivo e ho deciso di ascoltare la messa. All’ingresso del campo sportivo mi hanno confermato le porte chiuse, sono così andata in chiesa, dove c’è l’obbligo di prenotazione online dal giorno precedente. Ovviamente, non ero prenotata, ma i volontari mi hanno confermato che c’erano ancora posti a sedere ed ho così lasciato i miei dati per entrare». —

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