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Grosseto, due lampi e tanto agonismo Lucchese, la luce non si accende mai

Luca Tronchetti
Grosseto, due lampi e tanto agonismo Lucchese, la luce non si accende mai

Per la seconda volta nella storia i maremmani espugnano il Porta Elisa con una doppietta di superman Boccardi

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/ LUCCA

Il Grosseto torna a vincere al Porta Elisa dopo 15 anni e lo fa con merito al termine di una prestazione gagliarda mettendo da parte il fioretto. Cattiveria agonistica, compattezza ed equilibrio con un dominio assoluto a centrocampo dove il trequartista tutto fosforo Pedrini e il mediano muscolare croato Vrdoljak calamitano decine di pallone e annichiliscono il trio Lionetti, Cruciani, Kosovan. Mister Lamberto Magrini - che nel 2008 era uscito sconfitto con il suo Gavorrano assistendo alla festa promozione dei rossoneri tornati in C2 dopo un solo anno - si prende la sua personale rivincita. Sul piano tattico indovina tutte le mosse e per la prima volta in carriera s’impone su Monaco nel duello in panchina. Sconcerta la prestazione della Lucchese. Contro la Pergolettese la squadra era andata male nella prima frazione e salita in cattedra nella ripresa, al Piola di Novara aveva disputato un buon primo tempo mollando dopo il secondo gol. Stavolta i cambi, decisivi con i lombardi, non sono serviti a nulla. Il portiere Antonino è stato spettatore non pagante. L’unico brivido lo ha corso nei minuti di recupero quando Panariello ha calciato sopra la traversa un pallone piovuto sui piedi nell’area piccola. Davvero inguardabile la Lucchese dove si salvano, oltre a Coletta, solo i tre under (Bartolomei, Lo Curto e Nannelli). Anche perché la squadra regala i due gol agli ospiti. Castigatore di turno è la punta Boccardi che regala ai suoi tifosi la doppietta vincente. Nella prima frazione (23’) Cruciani si fa rubare palla nella propria trequarti dall’attaccante maremmano che supera in velocità Benassi e con una sciabolata dal limite infila Coletta. All’inizio della ripresa su una punizione dalla trequarti la difesa rossonera resta a guardare e la punta è abile a fintare, mettere seduto Panariello e di sinistro, prima del recupero di Benassi, a piazzare un diagonale che s’infila tra palo e portiere. La Lucchese cambia modulo con l’ingresso di Bitep e nel finale del neo acquisto Moreo. Ma anche il 4-4-2 si rivela infruttuoso. Otto gol subiti in tre partite sono un campanello d’allarme che non può essere ignorato. Vero, siamo all’inizio e mancano 35 partite alla fine, e i giovani devono crescere. Ma la falsa partenza e soprattutto il ko interno con una formazione apparsa alla portata, che ha messo più voglia e maggiore aggressività, è un campanello d’allarme da non sottovalutare. A Vercelli serve un’altra Lucchese, più affamata e aggressiva. Quella vista nel turno infrasettimanale è troppo brutta per essere vera. Bene il Grosseto che fuori casa va come un treno. —

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