Gioco
«Covid, fermiamo i campionati» Lo strappo di 18 club della Valle
Primo firmatario della lettera è il Castelnuovo: sul piatto le difficoltà di chi dovesse essere colpito dai provvedimenti di quarantena
/ LUCCA
Il calcio è passione, voglia di stare insieme nonché occasione di benessere e salute psicofisica. Ma in questo periodo di aumento di casi covid, vale la pena? Il caso del Castelnuovo (squadra in quarantena a seguito di presenza di calciatori positivi in rosa con rinvio della gara di Coppa contro il River Pieve) non è stato isolato e non è stato privo di conseguenze ma ha dato conferma che esistono oggettive difficoltà da parte dei club (soprattutto i più piccoli e con minore numero di dirigenti e volontari) nella gestione dei casi. Ci sono poi, anche nella Piana di Lucca, presidenti che hanno imposto lo stop ad allenamenti e amichevoli perché non propensi ad accollarsi spese improponibili di materiali e responsabilità penali. Queste le premesse che hanno portato quasi tutte le società della Valle del Serchio a ritrovarsi per redigere un documento in cui si chiede in modo esplicito agli organi federali territoriali un rinvio della partenza del campionato ed una revisione del protocollo.
I motivi sono diversi: c’è chi, come il Castelnuovo capofila del gruppo, ha già vissuto i problemi legati alla quarantena dei propri giocatori e ci sono formazioni formate per lo più da studenti e da apprendisti e lavoratori. C’è chi ha in casa nonni e anziani, chi addirittura lavora o è a stretto contatto con anziani o persone fragili. Le motivazioni del rinvio sono soprattutto legate ai risvolti che impone una quarantena: due settimane di stop da lezioni scolastiche, da turni di lavoro o stop da libere professioni. Il tutto, in un contesto in cui il lavoro è più che mai precario, per chi ce l’ha, e prezioso da mantenere senza correre rischio alcuno. Società capofila e prima firmataria del comunicato è il Castelnuovo, guidata dal suo presidente Dino Dini e questo è un segnale importante: i gialloblù sono società storica, che rispetto a molte altre può contare su un maggiore numero di dirigenti e con la responsabilità di gestire un settore giovanile oltreché un settore dilettanti. Le altre società firmatarie: River Pieve, Pieve Fosciana, Vagli, Diavoli Neri Gorfigliano, Molazzana, Atletico Castiglione, Diavoli Rossi Filicaia, Barga, Borgo a Mozzano, Fornaci, New Team Gramolazzo, Atletico Fornoli, Gallicano, Pontecosi Lagosì, Piazza 55, Valle di Ottavo, Virtus Robur Castelnuovo, Corsagna.
Anche in Lucchesia, dove c’è stato un valzer di telefonate e dove diversi club non hanno ancora iniziato la preparazione ma non un vero e proprio incontro, si strizza l’occhiolino alle società firmatarie. Il Farneta si è accodato assecondando il comunicato, presto lo farà la Polisportiva Santanna. La sensazione è che le società hanno capito che continueranno a litigarsi i migliori giocatori e combatteranno in campo per i tre punti, ma fuori è sempre meglio sedersi ad un tavolo e portare avanti le proprie ragioni. Domenica prossima inizierà il campionato di seconda e prima categoria. Da sabato 17 ottobre sarà la volta della terza categoria, quella che più di ogni altra sta pagando le difficoltà gestionali. Come replicherà la Lega? —
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