La protesta
Bianchi, il golden boy che s’ispira ai gol di Bobo Vieri
Ex capitano del Genoa Primavera e cognato dell’ex rossonero Nicholas Costantini è innamorato delle Mura e a livello giovanile ha vinto la Coppa Italia
Nicola Nucci / LUCCA.
È arrivato con l’etichetta del golden boy e alla prima partita ha fatto gol, accedendo la miccia della clamorosa rimonta rossonera contro la Pergolettese. Flavio Bianchi, classe 2000, ex capitano del Genoa Primavera, si è già preso il centro dell’attacco. «Un buon debutto, sono contento per il gol e per il pari pesante nonostante l’inizio in salita. È il primo gol da professionista che ha dato il via alla grande rimonta». Una rete magnifica, con dribbling in veronica, l’ha messo in luce al Torneo di Viareggio nel 2018. Finale persa però ai rigori contro il Bologna, ma che gli ha permesso di ricevere il premio come miglior giocatore della Coppa Carnevale. Una progressione nel settore giovanile rossoblù fino ad approdare anche in prima squadra. «Vice di Nicola era un lucchese, Manuel Cacicia, che ho rivisto a Lucca dove ha un centro di formazione di giovani calciatori. A Genoa in prima squadra sono stato convocato diverse volte e sono andato in panchina nella sfida con l’Inter e poi in ritiro con Maran fino ad arrivare alla Lucchese. Ho preferito l’offerta del club rossonero alle altre. Sono consapevole di avere i riflettori addosso: per me è un anno importante, il primo da pro e voglio fare bene, anche in ottica Genoa. Il mio sogno è esordire in prima squadra col Grifone di cui sono diventato anche un tifoso». Bianchi è un centravanti moderno, fisico e mobile, che spazia su tutto il fronte offensivo. «Mi piace stare dentro l’area e giocare con la squadra, aprire gli spazi e aggredire da dietro per puntare la porta avversaria» spiega il giovane attaccante rossonero che ha rinnovato col Genoa prima di firmare per la società del presidente Bruno Russo. Domenica si torna in campo a Novara. «Non sarà una gara facile, ma dobbiamo crescere e lo possiamo fare anche con i risultati oltre a trovare presto la giusta amalgama e compattezza» dice Bianchi, ragazzo dalla faccia pulita e dalla grande determinazione. Nato ad Asti per motivi di lavoro dei genitori si è trasferito a Diano Marina (Imperia). «Qui ho iniziato a giocare a calcio nel Golfo Dianese fino all'età di 10 anni quando sono stato selezionato dal Genoa e da lì ho iniziato il mio percorso nelle giovanili rossoblù fino all'anno scorso quando ho giocato per una stagione nel Torino vincendo la Coppa Italia e fino alla Nazionale under 18. In estate sono tornato a Genova, ho fatto quasi 10 anni in un'ottima società che è diventata la mia squadra del cuore. Ora però devo pensare alla Lucchese e puntare a fare bene, prima la salvezza e poi magari anche di più». Hanno giocato nelle giovanili di Sampdoria e Genoa e in serie C e D anche il cugino Lenny Castagna e il cognato Nicholas Costantini, quest’ultimo anche con la maglia della Lucchese. Ha già scoperto le Mura. «Sono bellissime, ci porterò a spasso il mio Bobo che ho chiamato così in onore di Vieri, uno dei miei attaccanti preferiti conAguero». —
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