La protesta
Taccola e le vacanze passate a Pescara «È un diamante grezzo su cui lavorare»
L’AMICO CALCIATORE Con UN PASSATO DA PROFESSIONISTA
LUCCA
Per Jonathan Bitep lui è stato una sorta di fratello maggiore. Un personaggio che lo ha inserito nell’ambiente del calcio e gli ha fatto capire l’importanza del gruppo e la possibilità di poter provare la strada del calcio. Lui è Mirko Taccola, 50 anni, pisano, ma con attività commerciale a Lucca. Scoperto da Romeo Anconetani ha giocato in serie A con le maglie di Pisa, Inter, Napoli e Cagliari e in B con Ternana, Pescara e Palermo per poi regalarsi avventure pedatorie a Lanciano, Sora, San Marino, Pagani, Messina, Potenza, Sapri, Monteriggioni e Forcoli e proseguire sino ad oggi, che ha compiuto i cinquanta, nei dilettanti dell’Acqualcalda, Fornaci, Ponte a Moriano e adesso Sporting Bozzano. Un globetrotter del pallone che ha giocato pure in Grecia e in Portogallo e che nello spirito è rimasto il Garrone d’un tempo sempre pronto ad aiutare chi ha bisogno di lui come gli ha insegnato uno dei suoi maestri, il signore della panchina Gigi Simoni.
Anche lui ha indossato, nella stagione 1993-94, la maglia della Lucchese in serie B (33 presenze e 2 reti) e quindi può a ragion veduta consigliare al meglio un ragazzo che ha visto crescere e considera alla stregua di un parente: «Ho conosciuto Jonathan a Fornaci nel 2017 - ricorda Taccola - Era Terza categoria e con lui ho stretto subito un rapporto fatto di stima e affetto. Tra noi ci sono ventisette anni di differenza e a volte, quando è mio ospite, mi chiama papà e si rivolge a mia moglie chiamandola mamma. Non molti lo conoscevano, ma quando si presentò a Fornaci avevo intuito che dietro quel piede grezzo e quella ingenuità tattica c’era la stoffa del calciatore vero».
Il rapporto tra i due è cresciuto molto in quella stagione al Fornaci con Sorini allenatore. «Davo una mano al mister per insegnare a Jonathan come mettersi in campo, come difendere la palla e come coordinarsi per il tiro. Abbiamo parlato molto insieme, in macchina lo scorrazzavo da casa alla cooperativa, fino al campo e alle trasferte».
La sua forza fisica era già impressionante: «In allenamento - confida Taccola che di duelli con attaccanti veri e di serie A ne ha affrontati diversi in carriera - cercavo di evitare i contrasti con lui. Ha una potenza fisica incredibile, sicuramente degna di un professionista. Fuori dal campo ci frequentiamo. A casa mia ha dormito, ha pranzato nelle occasioni di festa ed è venuto in vacanza a Pescara recentemente con la mia famiglia».
Pochi consigli da dare a Monaco e al suo entourage: «Bitep è un diamante grezzo su cui lavorare. Chi lo circonda deve aiutarlo dal punto di vista tattico e limare qualche esuberanza caratteriale. Conoscendolo posso dire che è già sulla strada del miglioramento. Dopo la stagione insieme a Fornaci, l’ho portato con me al Ponte a Moriano, in Prima categoria. Lì ha segnato 17 reti e i dirigenti Santoro e Vichi hanno subito capito che poteva fare al caso della rinata Lucchese che si apprestava a disputare la serie D». Un consiglio di Taccola al suo «figlioccio»: «Jonathan non devi montarsi la testa, ma lavorare sodo e ascoltare i compagni più esperti e il tuo allenatore. Con quel fisico e vista l’età puoi solo migliorare». —
LUCA TRONCHETTI
MICHELE CITARELLA
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