Gioco
I tormenti del patron Ghirelli, dallo sciopero dei calciatori ai costi del protocollo sanitario
«Se non si riaprono gli stadi almeno per gli abbonati in modo da contenere le spese si rischia di fare un danno irreparabile ai club di serie C»
LUCCA
Settembre, mese decisivo per il futuro della serie C. Il presidente Francesco Ghirelli è preoccupato. E non poco. Se non si riapriranno gli stadi - almeno in parte e contingentati - il sistema andrà in tilt e ci sarà solo da raccogliere i cocci. Non solo. La liste bloccate con rose a 22 giocatori stanno provocando il risentimento dei calciatori perché in questo modo 250-300 giocatori che vivono con 30-35mila euro all’anno e con quei soldi mantengono le famiglie rischiano di restare disoccupati. E il calcio, metafora della viva quotidiana, si avvia ad avere pochi campioni super pagati e una pletora di calciatori che riescono a malapena a sbarcare il lunario. Un po’ come in questi anni Duemila dove è sparita la classe media a vantaggio dei super ricchi. Per questo l’Aic (associazione italiana calciatori che deve ancora trovare un presidente dopo l’addio di Tommasi e la rinuncia di Tardelli) è pronta a proclamare lo sciopero per domenica 27 settembre, prima giornata (almeno sulla carta) del campionato di Lega Pro. E mentre i ministri Spadafora e Speranza fanno sapere che sino ai primi di ottobre il sistema resterà immutato (mascherine e distanziamento) il patron della C lancia il suo disperato Sos: «La C è stata la prima che di fronte ai segnali del Covid-19 ha chiuso gli stadi e sospeso le partite. E per noi la salute è sempre stata e sempre sarà al primo posto. Ma ora per evitare il rischio di crac dei club nei prossimi mesi hanno bisogno di rivedere il protocollo sanitario, fermo restando la sicurezza, allungando l’intervallo temporale per gli esami da tampone. Ogni 4 giorni l‘ esame è invasivo e i club non possono spendere 15mila euro al mese. Inoltre se non si riaprono gli stadi il danno è irreparabile. Partirei con una percentuale di abbonati perché gli abbonamenti sono nominativi e le entrate possono essere scaglionate e le uscite incanalate per aree. Con gli abbonamenti leniamo un poco le difficoltà finanziarie dei club». —
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