Il Tirreno

Lucca

IL FUTURO ROSSONERO 

«Siamo interessati all’emendamento Renzi che alleggerisce i vincoli architettonici»

Luca Tronchetti
«Siamo interessati all’emendamento Renzi che alleggerisce i vincoli architettonici»

L’assessore allo sport Ragghianti guarda con attenzione  ai possibili sviluppi normativi che favorirebbero la Lucchese

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/ LUCCA

Siamo vicini alla svolta tanto attesa oppure destinati a trascinare in eterno impianti e strutture sportive obsolete e fatiscenti che non invogliano gli spettatori a frequentare gli stadi e a vivere direttamente lo sport? In questi giorni è in discussione in Parlamento un emendamento, proposto dal leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che di fatto alleggerisce i vincoli architettonici sugli stadi svuotando, in parte, il potere delle Soprintendenze. La norma è stata inserita nel decreto Semplificazioni che deve ottenere il via libera al Senato e, se andasse in porto, permetterebbe di rinnovare anche impianti vincolati. É il caso dello stadio Franchi di Firenze, ma anche della tribuna coperta del Porta Elisa. Opera inaugurata il 20 gennaio 1935 (partita Lucchese-Pro Patria).

PARLA RAGGHIANTI

«Seguiamo con attenzione gli sviluppi. - dice l’assessore allo sport, Stefano Ragghianti - Se passerà la norma che prevede la conservazione di parti di impianti sportivi e di stadi attraverso il distacco e la ricollocazione del bene storico in altro luogo, anche le difficoltà e la spesa per la messa in sicurezza della tribuna coperta potranno essere superate». In poche parole se oggi il nuovo Porta Elisa sarà ristrutturato «a ferro di cavallo» unendo la gradinata alle due curve, con la modifica lo stadio sarebbe completamente coperto e unito in tutti i settori. «Una cosa è certa - conclude Ragghianti - Con le regole attuali non si costruiscono stadi, strade e ponti. Ogni volta le amministrazioni devono chiedere deroghe delle leggi ordinarie. Io sono favorevole ai vincoli storici e paesaggistici, ma entro certi limiti». Un emendamento che ottiene consensi non solo dai vertici del calcio, ma anche in modo trasversale dalla politica: dal Pd alla Lega. Solo M5S è fermamente contrario. E con i grillini, gli ambientalisti e alcuni ordini professionali dissentono.

ACCADE NEL MONDO

Doverosa la salvaguardia del patrimonio storico, ma per quanto riguarda stadi e palazzetti in Europa e in Usa non si guarda troppo per il sottile. Tralasciando la Germania, sempre all’avanguardia, anche in Inghilterra, Spagna, Olanda e Stati Uniti sono stati abbattuti impianti mitici. Esempi? Wembley, la casa dei leoni d’Inghilterra, costruita nel 1923 è stata demolita nel 2003 e oggi c’è il Wembley Stadium. E poi ancora Higbury, tana dell’Arsenal datata 1913 è stata abbattuta nel 2006. Vogliamo parlare del Calderon (Madrid), del Sarria (Barcellona) o del De Meer, lo stadio dell’Ajax di Cruyff. Costruito nel 1934, demolito nel 1998. E i palazzetti del basket Nba? Il Boston Garden, dove i Celtic hanno vinto 9 titoli, realizzato nel 1928 non c’è più dal 1998 mentre il Chicago Arena costruito nel 1929, dove ha giocato e vinto Jordan, dal gangster Al Capone ha cessato ogni attività nel 1994. Non è che siamo un po’ attardati sul resto del mondo? —

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