Gioco
Il dg Mario Santoro: «Lucchese moderna, ma sempre nel solco della storia del club»
Il dirigente punta sul marketing e sulle nuove tecnologie e conta su persone legate in modo viscerale alla Pantera
/ LUCCA
Innovazione all’insegna della tradizione. La Lucchese 2020-21 - che si riaffaccia al professionismo dopo un anno sabbatico dove è cambiato tutto - si propone come un club moderno con uno staff medico all’avanguardia, metodologie di lavoro che comportano l’ingresso di nuove figure come il match analyst e un forte sviluppo del marketing. Il tutto impiegando uomini legati a filo doppio alla vecchia Pantera e che hanno fatto la storia del club: Russo, Monaco, Di Stefano, Carruezzo, Deoma, Angeli, Baraldi, Tarantino. E ancora Santoro, Tambellini, Vannucchi, Magnani, Lenzini, Guidi e Palmieri. Insomma, la Lucchese come una famiglia, una tribù, in grado di unire la tifoseria nei momenti difficili in virtù di un senso di appartenenza che ti fa dare in ogni circostanza il 110% delle tue possibilità. Una settimana, quella che va ad iniziare, importante per il futuro rossonero. Ne parliamo con il dg Mario Santoro.
«Ci tengo a sottolineare una cosa: per la prima volta nella sua storia la Lucchese andrà in ritiro con tutti calciatori di proprietà. Sono molto soddisfatto dell’operato del ds Daniele Deoma che è riuscito a mettere sotto contratto 8 giovani under 21 e un paio di talenti dalla D. Bitep? Se capirà cosa significa essere un professionista gli faremo firmare il contratto».
I nuovi contagi non promettono niente di buono per quanto riguarda il rientro dei tifosi allo stadio.
«La situazione è preoccupante e non ci permette di programmare una campagna abbonamenti e nemmeno la possibilità di avere i nostri straordinari tifosi, che ci hanno seguito dovunque anche in D e rappresentano davvero il dodicesimo uomo in campo, sugli spalti per le prime gare di campionato. Con la salute però non si scherza. La Lucchese ha già messo nelle spese a bilancio 150mila euro per i protocolli sanitari (tamponi e test sierologici) che vanno ripetuti costantemente. Mi auguro che la Lega Pro, alla riunione del 10 settembre, possa ottenere dal Governo degli sgravi fiscali per spese sanitarie. Di positivo c’è l’ottenimento da parte del Comitato 4.0 di cui fa parte il commissioner Francesco Ghirelli ( Lega Pro) di un bonus fiscale del 50% per chi sponsorizza squadre e atleti».
Lavorate al potenziamento dello staff sanitario?
«Sotto la curva Est stiamo realizzando una struttura per il recupero degli atleti. Sono stati acquistati tre nuovi macchinari (Tecart) per terapie elettromedicali nel trattamento di patologie traumatologiche, infiammatorie e osteoarticolari. Ci stiamo attrezzando per il recupero degli infortunati allo stadio anziché in strutture esterne. Ne usufruirà la prima squadra e il settore giovanile».
A proposito del vivaio: quando inizierà la preparazione?
«Lunedì e martedì ci saranno gli incontri con i giovani atleti e probabilmente, in base ai protocolli, la preparazione potrebbe iniziare mercoledì o giovedì. Le polemiche con gli altri vivai locali? In una fase di ripartenza abbiamo cercato i giocatori che militavano nella Lucchese negli anni precedenti al crac. Qualche errore è stato commesso, ma dalla prossima stagione cercheremo, come nel periodo Bianchi-Luporini, di avviare un dialogo nuovo».
La Lucchese si adegua ai tempi e introduce nello staff figure come il match analyst.
«Credo che certe nuove figure esistono già da tempo negli altri sport, specie quelli americani, che si basano su statistiche e algoritmi. Analizzare le partite vuol dire commettere meno errori in quelle successive. Io sono per la modernità all’insegna della tradizione. L’uso dei droni e l’impiego di professionisti che conoscano i punti di forza e di debolezza dei nostri giocatori e di quelli avversari permettono di mettere in condizione il tecnico di fare la scelta migliore. Diventano fondamentali in situazioni sempre più di equilibrio dove si vince o si perde per un episodio: punizione, corner, ripartenza. La tecnologia al servizio dell’uomo ci servirà per migliorare le performance della squadra».
Il marketing è il suo brodo primordiale. Quanto pensa possa incidere la vendita del brand Lucchese sul budget?
«Non meno del 40%. Mi creda, marketing e comunicazione devono essere al centro dell’azienda calcio. E le sponsorizzazioni non possono e non devono essere fini a se stesse. Dobbiamo pensare di lavorare in un ristorante di qualità dove il cliente, che paga un prezzo importante, deve essere coccolato e sentirsi come a casa. Sono convinto che lo sviluppo del settore porterà la Lucchese più in alto di quanto si pensa».
Questa è la settimana clou per quanto riguarda il restyling del Porta Elisa.
«Entro fine mese il progetto verrà protocollato in Comune. Sarà il primo passo verso il futuro. Da quel momento lavoreremo per una presentazione del business plan alle istituzioni , alla città e ai tifosi». —
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