Il Tirreno

Lucca

Quel calcio pane e salame che rischia di scomparire

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Se i bambini vengono a Valdottavo per vincere allora è bene vadano altrove. É la massima di Fulvio Bertagna, da 50 anni (giorno della fondazione), all’Asd Valle di Ottavo. Prima come allenatore e adesso come segretario. In realtà un autentico factotum. Perché nel «piccolo» club della Media Valle si viene a giocare «per divertirsi». Perché il calcio deve continuare ad essere piacere, gioia, divertimento. Perché il bambino non è e non deve essere un professionista. Per fare il calciatore c’è tempo. Non può essere un caso che ragazzi della Valle come Di Lorenzo da Ghivizzano, oggi difensore del Napoli e della Nazionale, Mattiello da Fornaci di Barga, talento della Juventus che, causa infortuni, è stato dirottato (sempre in A) al Chievo, al Bologna e al Cagliari e ora Bartolomei da Valdottavo che oggi compie 31 anni e si è regalato la serie A con la promozione dello Spezia. Senza dimenticare Fazzi da Borgo a Mozzano, ora in C, ma 4 anni fa debuttante nell’Olimpo del calcio con il Crotone. Ragazzi che non si sono dimenticati delle origini: che partecipano ai camp estivi firmando autografi ai bimbi che iniziano un percorso o che a Natale inviano gadget (palloni, magliette, tute) alla loro indimenticata società. No, non è un caso. Valdottavo odora di famiglia, di calcio dal sapore antico e dove certi valori - rispetto, amicizia, crescita personale - hanno ancora un peso importante e arrivavano prima delle vittorie o dei trofei. Segno che i dirigenti hanno seminato bene e adesso passano a raccogliere. La passione da un lato e la sana competizione paesana dall’altro. Di fatto i ragazzi del Valdottavo hanno iniziato su un campo in erba e adesso la nuova generazione è passata al sintetico. —

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