Lutto
Il diesse Deoma diversifica gli investimenti e attende settembre per completare la rosa
Arriveranno due portieri, tre difensori, tre esterni, due centrocampisti e due punte. In pole position Scalzi e Convitto
/ LUCCA
Diversificare gli investimenti per ridurre i rischi. Il diesse Daniele Deoma fedele al motto «la Lucchese potrà anche retrocedere, ma non fallire» si comporta esattamente come un risparmiatore alle prese con vari strumenti finanziari: titoli azionari, obbligazioni, buoni del tesoro, ecc. Valuta il budget a disposizione e, senza buttar i soldi dalla finestra, lo spalma tra under in prestito già pagati dalle società di appartenenza, giocatori giovani (dai 18 ai 24-25 anni) provenienti dalla serie D e acquistati a titolo definitivo con la possibilità di poterli rivendere in 12-24 mesi e realizzare plusvalenze e over di categoria o che scendono dalla B in grado di dare esperienza e colmare lacune in alcuni reparti cardine.
Direttore, quanti saranno e in quali ruoli i volti nuovi della Lucchese 2020-21?
«Intanto mi lasci dire che rispetto al 5 agosto 2019 abbiamo uno zoccolo duro che ci consente di operare senza fretta, ponderando ogni scelta e tenendo sempre in mente il rapporto qualità-prezzo e la possibilità di acquistare tra un mese a costi decisamente inferiori giocatori di categoria o anche provenienti dalla B che finiscono fuori lista e quindi otterranno dai club l’incentivo all’esodo. Perché ci sono società in difficoltà (Padova, Ternana, Sud Tirol, Triestina, tanto per citarne alcune) con l’entrata in vigore della norma, che personalmente condivido visto che quest’anno non si giocherà nemmeno la Coppa Italia di C, per cui dovranno essere presentate liste con al massimo 22 giocatori professionisti (23 con l’inserimento di un solo calciatore nato dopo il 1 gennaio 2001 o anche giovani di serie) e chi non rispetterà la regola subirà sanzioni a partire da 10mila euro. Noi abbiamo gli over Coletta, Cruciani, Benassi e Meucci, gli under Lionetti, Papini, Nannelli, Fazzi e i giovani di serie Bartolomei e Pardini. Abbiamo spazio sufficiente per mettere dentro 12 elementi perché lascerò sempre un paio di posti liberi in rosa per qualunque evenienza. Diciamo che ci servono due portieri under, tre difensori (ancora da capire se saranno due over e un under o viceversa), due centrocampisti mancini (Cruciani, Meucci, Lionetti e Fazzi sono tutti destri) possibilmente un “vecchio” e un “giovane”, tre esterni (due over e un under) e due attaccanti di cui un veterano della categoria in grado di andare in doppia cifra. Per quanto riguarda i giovani penso che, accanto agli under valorizzati prestati dai club di A e B, privilegeremo ragazzi di proprietà provenienti da nostro vivaio o acquistati da formazioni di serie D. Eppoi mi lasci dire che ci sono oltre 300 profili di calciatori offerti da una ventina di procuratori e una cinquantina indicati in fogli recapitati in sede. Abbiamo l’imbarazzo della scelta. Già oggi, se volessi, avrei la rosa al completo. Ma non possiamo permetterci il lusso di sbagliare: il nostro senso di responsabilità verso chi ci ha dato la possibilità di lavorare in una società che amiamo ci impedisce di fare mosse dannose sul piano economico».
Il campionato è terminato da poco, non si sanno le squadre che comporranno il girone e ci sono almeno 3 club iscritti in difficoltà (Arezzo, Pro Vercelli e Potenza). Come si colloca la Lucchese nel panorama della Lega Pro?
«Il commissioner Ghirelli ha annunciato gironi con all’interno squadre di aree geografiche limitrofe. Se verremo inseriti nel girone A troveremo club importanti come Novara, Alessandria, Carrarese, ma anche Pontedera, Renate e Pistoiese che hanno 8-10 campionati alle spalle in C. Noi abbiamo 115 anni di storia, ma siamo neofiti e dobbiamo puntare alla salvezza da raggiungere all’ultimo minuto dell’ultima giornata o ai playout. Una cosa è certa: chi indosserà questa maglia dovrà dare il 110% ed esserne degno. Si può vincere, pareggiare o perdere, ma dobbiamo farlo a testa alta». —
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