Sicurezza
Progetto per il nuovo stadio, parte il conto alla rovescia
Parla il presidente rossonero Bruno Russo: «Non c’è ancora una data precisa ma siamo in dirittura d’arrivo. Entro fine mese lo studio di fattibilità»
LUCCA
Conto alla rovescia per la presentazione del progetto del nuovo Porta Elisa. A fare il punto della situazione è il presidente rossonero Bruno Russo. «Non c’è ancora una data precisa, ma siamo dirittura d’arrivo, sicuramente entro fine mese ci sarà la presentazione ufficiale dello studio di fattibilità corredato dal master plan finanziario. Sarà un passaggio importante verso questo obiettivo, ma in questo momento siamo concentrati sulla programmazione della prossima stagione».
Il progetto dello stadio, che coinvolge imprenditori ed aziende lucchesi, è elaborato dalla società Aurora Immobiliare di Frosinone che ha già realizzato lo stadio Stirpe della squadra laziale e quello della Casertana. Il patron della Lucchese evidenzia i passi già fatti a quasi due mesi dal via del campionato che, a meno di cambiamenti a causa della pandemia, inizierà il 27 settembre. «Abbiamo già fatto tanto, a partire dall’iscrizione con la documentazione depositata con tre giorni di anticipo e il grande lavoro fatto per l’agibilità dello stadio e la possibilità di giocare in casa, sperando davanti ai tifosi a stadio aperto - dice il numero uno rossonero - Poi abbiamo avviato la ricostruzione del settore giovanile e ottenuto la concessione dell’impianto di Saltocchio. A livello commerciale è stata allestita una “squadra” per rafforzare il marketing attirando nuovi sponsor e valorizzando il nostro logo con iniziative sociali che coinvolgeranno anche le scuole. Senza contare l’aspetto tecnico dove il nostro diesse Daniele Deoma ha mandato per costruire una squadra in grado di fare bene, un mix di esperti e giovani di belle speranze».
L’incognita è rappresentata dal ritiro che dovrebbe scattare il 1° settembre. Sempre più probabile l’ipotesi di svolgere la preparazione all’Acquedotto. «Siamo preoccupati dalla rigidità del protocollo sanitario che impone regole e disposizioni difficili da attuare per i club di C, ma anche per tante società di B ed A. Come fa una società di Lega Pro a spendere 150.000 euro solo per i tamponi e seguire tutti i protocolli che sono stati adottati per le categorie superiori? Poi ci viene chiesto di mettere i calciatori in camere singole e non doppie, con la conseguenza che non è semplice trovare una struttura alberghiera in provincia con queste caratteristiche. Una situazione che ha scombussolato i piani. I nostri dirigenti Alessandro Vichi e Mario Santoro stanno facendo le valutazioni del caso e non escludiamo anche l’ipotesi di fare il ritiro a Lucca». —
Nicola Nucci
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