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IL FUTURO ROSSONERO 

Inviato il dossier per lo stadio Adesso la palla passa alla Figc

Inviato il dossier per lo stadio Adesso la palla passa alla Figc

I dirigenti della Lucchese sono ottimisti sulla possibilità di giocare al Porta Elisa Oggi incontro in videoconferenza tra il presidente Ghirelli e i club neopromossi

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LUCCA

Tutto pronto. Sul tavolo della segretaria sportiva Debora Catastini c’è l’incartamento che stamani sarà inviato alla Commissione Criteri Infrastrutturali Sportivi Amministrativi. La documentazione prevede: contratto e convenzione d'uso dell'impianto; licenze che attestano solidità e sicurezza impianto dal punto vista strutturale e dell'ordine pubblico; istanza per poter chiedere un altro campo in deroga qualora l'impianto nel proprio comune non goda dei requisiti richiesti. Il dado è tratto e non resta che attendere le decisioni della Federazione. L’impressione è che la Lucchese per il ritorno, dopo una sola stagione di assenza, in Lega Pro giocherà le partite interne al Porta Elisa senza bisogno di chiedere deroghe per disputare gli incontri casalinghi al Marcello Melani di Pistoia.

Intanto stamani, in videoconferenza, il presidente della serie C, Francesco Ghirelli, incontrerà le nove neopromosse dalla Serie D (ormai 8 dopo la rinuncia inattesa del Campodarsego). In collegamento con il plenipotenziario ci sarà il direttore generale rossonero Mario Santoro.

MA COS’È QUESTA CRISI?

Ogni anno è la stessa storia. Società in crisi e a rischio iscrizione. D’altronde il calcio è lo specchio della vita di tutti i giorni e - parafrasando il motivetto folk anni Trenta “Ma cos’è questa crisi” di Rodolfo De Angelis - si può tranquillamente affermare che “tutte quante le nazioni si lamentano così, conferenze e poi riunioni, ma si resta sempre lì...». Così per Arezzo, Siena, Trapani, Juve Stabia, Sicula Leonzio (il Livorno non ha un euro di debito e Spinelli avrà gioco facile a cedere il club) e qualche altra insospettabile squadra (Chievo?) si preannunciano dieci giorni di fuoco con il rischio di dover ripartire dai dilettanti. Il guaio è che il calcio italiano avrebbe un urgente bisogno di riforme e invece prevale, come sempre, l’arte del rimando....La C deve diventare un luogo privilegiato per la formazione di giovani calciatori italiani con sempre più under 25 in rosa. Un modello che la Lucchese ha bene in testa e un modo per contenere i costi. Il minutaggio minimo per i contributi a 271 va in quella direzione. Vuol dire che debbono giocare obbligatoriamente 3 calciatori under 21 e un quarto deve entrare in campo per almeno 60 secondi. Chi vorrà accedervi (oltre il 70% delle squadre) dovrà avere almeno una decina di giovani in squadra. In questo modo gli over non potranno superare le 12 unità. Una situazione inaccettabile per l’Assocalciatori che è già sul piede di guerra e minaccia lo sciopero se non verrà cancellata la norma. Aspettiamoci un’altra estate torrida e un campionato (20-21) all’insegna di valori tecnici mediocri che vanno di pari passo con la carenza di sponsor e con tifoserie che chissà quando potranno tornare a pagare i biglietti e a riempire gli stadi. —

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