Il Tirreno

Lucca

PARLA L’IMPRENDITORE MARIANI 

«A Rimini ho versato una caparra e rivoglio i soldi dall’ex patron»

LUCA TRONCHETTI
«A Rimini ho versato una caparra e rivoglio i soldi dall’ex patron»

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LUCCA

Da un anno cerca inutilmente di entrare nel calcio assieme al direttore tecnico-allenatore Andrea Agostinelli e al direttore sportivo Andrea Mussi. È sfortunato Danilo Mariani, imprenditore romano del settore farmaceutico, e rimanda al mittente l’accusa di non aver presentato titoli di credito nel corso delle trattative avviate da luglio 2019 a luglio 2020: «Ci tengo a chiarire che a Pistoia eravamo già d’accordo con Orazio Ferrari, ma il contratto è stato revocato quando il figlio, che possiede le quote, è rientrato e non ha voluto più cedere. Per evitare problemi in famiglia ho strappato l’accordo. A Rimini invece è accaduto che avevo versato la caparra al presidente Giorgio Grassi per l’acquisizione delle quote societarie e lo stesso imprenditore invece di ottemperare al preliminare sottoscritto con me ha ceduto il club all’industriale riminese Alfredo Rota. É per questo motivo che ho chiesto il sequestro del 100 per cento delle quote del club al tribunale locale. Voglio che mi venga rifusa la caparra con gli interessi dall’ex presidente del Rimini. Sia io che Rota siamo delle vittime e i miei avvocati sono pronti ad una battaglia legale. Una cosa è certa: la società romagnola dopo quanto è accaduto non m’interessa più. L’Arezzo? Guardi, ci aveva chiamato La Cava, ma la situazione è particolarmente complessa e abbiamo deciso di soprassedere senza intraprendere una vera e propria trattativa. Ci hanno offerto anche il Trapani (altro club che naviga in acque tempestose), ma a noi, essendo del Lazio, interessano squadre della Toscana o dell’Emilia Romagna per sviluppare il progetto finanziario in veste di presidente della Health Factory Spa». Poi Mariani torna a parlare della Lucchese: «Fu Orazio Ferrari a parlare del mio gruppo al sindaco Tambellini che incontrai a Roma assieme al suo capo di gabinetto (Luca Galli). Ero interessato alla Lucchese, ma avevo posto le mie condizioni legate alla funzionalità dello stadio che in quel momento era inagibile. Mi sarei accollato anche i costi della ristrutturazione se il primo cittadino mi avesse dato immediate garanzie sulla concessione del Porta Elisa». Un’ipotesi non percorribile dal punto di vista legale e giuridico. —





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