Lucchese, la documentazione è in regola e cresce la speranza di giocare al Porta Elisa
Mercoledì è fissata la scadenza relativa ai criteri infrastrutturali per l’ammissione alla C e si va verso l’agibilità a 3200 posti
/ LUCCA
Settantadue ore per sapere se la Lucchese giocherà al Porta Elisa le partite interne della prossima stagione. Perché mercoledì 29 luglio è il giorno in cui dovrà essere formalizzata l’iscrizione con il deposito alla commissione criteri infrastrutturali e organizzativi della documentazione comprovante la proprietà dell’impianto da utilizzare da parte della società richiedente la licenza. La dirigenza del club di concerto con l’amministrazione comunale in queste ultime due settimane non è stata con le mani in mano. E i documenti essenziali sono già a disposizione della segretaria sportiva Debora Catastini: la concessione, l’agibilità dell’impianto con capienza a 3200 posti (nel fine settimana c’è stata un’altra riunione della commissione di vigilanza per un’ ulteriore verifica) e la licenza di polizia amministrativa. E sulle torri faro e i livelli d’illuminamento garantiti pari ad almeno 500 lux (oltre alla presenza permanente di due sorgenti di alimentazione elettrica) l’amministrazione comunale ha compiuto gli atti necessari fornendo sufficienti garanzie per l’espletamento dell’opera entro l’inizio del campionato fissato per domenica 27 settembre. La dirigenza rossonera ha lavorato anche nel week end per vincere una partita importante per la società e per i tifosi. Giocare le partite interne lontano dal Porta Elisa è una iattura per una serie di motivi: economici, sportivi e di presenze allo stadio. I tifosi vogliono festeggiare il ritorno tra i professionisti in curva, gradinata e tribuna (la piccola parte agibile) dello storico stadio che trasuda gioia e gloria. Non è facile, ma nelle ultime ore qualcosa pare essersi mosso nel verso tanto auspicato dalla società rossonera. Da dg Santoro al presidente Russo nessuno parla. Trapela un moderato ottimismo, ma sino al pronunciamento della commissione criteri infrastrutturali i dirigenti preferiscono mantenere un low profile (basso profilo) ed evitano accuratamente di rispondere a qualsiasi domanda legata alla disponibilità del Porta Elisa nella stagione 2020-21. Non solo. Il piano B (quello dello stadio alternativo e nel caso di specie il Marcello Melani di Pistoia dopo che l’amministrazione comunale e la questura si sono dette sostanzialmente d’accordo nell’ipotesi di ospitare le partite della Lucchese) sembrerebbe ormai superato. Certo è che se i quattro dirigenti rossoneri dopo il miracolo dell’iscrizione alla D e quello della promozione in Lega Pro riuscissero a portare a casa anche questo risultato - auspicato da tutti, ma oggettivamente difficile da raggiungere visto lo stato in cui versa il Porta Elisa - dovrebbero ricevere la fiducia incondizionata di tutti gli sportivi rossoneri per quanto, in dodici mesi, sono riusciti a fare per la rinascita del calcio a Lucca che nel luglio 2019 sembrava aver chiuso i battenti per sempre. Semmai ci sarebbe da fare una profonda riflessione su personaggi che, all’ultimo minuto e senza versare un euro, volevano entrare a far parte della compagine societaria. É notizia di questi giorni che Danilo Mariani, imprenditore del settore farmaceutico, dopo aver cercato di acquistare (senza presentare titoli di credito nel corso della trattativa) nell’ordine Pistoiese, Lucchese e Arezzo e non aver fornito garanzie sufficienti all’ex presidente del Rimini, Giorgio Grassi, che ha ceduto il club romagnolo all’imprenditore riminese Alfredo Rota, si è rifatto vivo in Romagna con un’iniziativa clamorosa. Mariani ha chiesto il sequestro del 100 per cento delle quote del club al tribunale locale e ora si annuncia una battaglia legale intorno alle sorti del Rimini iscritto al campionato di serie D. La domanda sorge spontanea: cosa sarebbe accaduto se Russo e soci quella mattina di fine luglio 2019 invece di correre a 200 all’ora verso Roma per iscrivere in soprannumero la Lucchese in D si fossero fermati in città per parlare con l’imprenditore romano? —
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