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Simoni risponde a Ciccio Graziani «Prima i lavori poi le flessioni»

luca tronchetti
Simoni risponde a Ciccio Graziani «Prima i lavori poi le flessioni»

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Ha preso alla lettera le parole dell’ex campione del Mondo di Spagna 1982, Francesco Ciccio Graziani, che in un video si è fatto riprendere dalla moglie Susanna a torso nudo mentre armato di cariola e cazzuola lavora per effettuare lavori in muratura esterni all’abitazione e intanto polemizza e bacchetta i calciatori miliardari di serie A che si lamentano per le temperature troppo alte delle 17,30 per giocare a pallone.

Simone Simoni, classe 2001, giovane terzino sinistro del GhiviBorgo, tra i pochi confermati in serie D per la stagione che verrà, si è fatto fotografare mentre lavora al cantiere edile del padre sotto un sole cocente e, dopo aver faticato tutto il giorno, la sera va ad allenarsi a Fregene, dove abita. Dieci chilometri di corsa e oltre 150 flessioni prima di andare a dormire. Il calcio dei dilettanti è anche questo e in fondo una gestione nello stile del film “Il Presidente del Borgorosso” con un Alberto Sordi nelle vesti di patron e allenatore non sarebbe poi un’eresia in un mondo si troppo dorato come quello del football di casa nostra. Appena diplomato ragioniere con ottimi voti all’istituto tecnico Campedelli di Castelnuovo, Simoni sa bene che questa per lui potrebbe essere la stagione della svolta: «Non ero mai stato lontano dalla famiglia e a 18 anni alternare la scuola con gli allenamenti non è stato semplice. Vorrei ringraziare tutti i professori e il preside Oscar Guidi che mi hanno accolto e trasmesso affetto e voglia di apprendere. Avevo anche altre opportunità vicino casa, ma sono rimasto in Mediavalle perché al GhiviBorgo ho trovato una nuova famiglia che mi ha dato il tempo di capire i miei limiti caratteriali e sportivi aspettando la mia crescita tecnica senza mettermi ansia. La prossima stagione vorrei ripagarli con un campionato da protagonista. In questo club i giovani possono trovare il riconoscimento del proprio talento sportivo, ma anche un ambiente genuino che consente loro di acquisire valori sportivi ed etici nel rispetto reciproco e nella solidarietà. Una scuola sportiva che insegna al sacrificio negli allenamenti e dove non esistono favoritismi, ma chiarezza e trasparenza nelle scelte di chi andrà in campo. Di questi insegnamenti devo esser grato in modo particolare al mister Lavezzini, tecnico non solo preparato, ma con doti umane superiori a tutti gli allenatori avuti sino ad oggi». —

luca tronchetti



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