Lutto
Remaschi, dal Mundial al vertice del Ghiviborgo
Il nuovo presidente ricorda la “fuga” a Madrid dopo le nozze «Uno scenario difficile, ma puntiamo su idee e persone»
Michele Citarella / ghivizzano
La passione per il calcio è sempre stata forte fin dall’infanzia, ma mai avrebbe pensato di diventare presidente di un club della quarta serie del pallone nazionale. Alessandro Remaschi si presenta come massimo dirigente del Ghivizzano Borgoamozzano con tanti sogni nel cassetto ma anche con la consapevolezza della crisi economica che attanaglia il paese e che non risparmia il calcio a tutti i suoi livelli, in particolare proprio in Serie D. Così il nuovo presidente del GhiviBorgo: «Ci sono sponsor che non ci possono più dare una mano e imprese che sono in crisi e hanno altro a cui pensare che non il calcio. Scenario difficile a cui possiamo sopperire con nuove idee e con la qualità delle persone alla guida della squadra. Su questo mister Rino Lavezzini e Luca Pacitto rappresentano una garanzia su cui porre le basi per costruire una buona squadra. Io seguo il GhiviBorgo dai primi periodi della sua vita, da quando Ghivizzano e Borgo a Mozzano hanno unito le proprie forze. Inizialmente ero un appassionato, poi ci ho preso sempre più gusto e sono entrato in società. Non avrei immaginato di trovarmi presidente».
Remaschi conosce bene gli aspetti della crisi economica a livello globale, visto anche la sua professione di consulente del lavoro, svolta con dedizione da oltre quaranta anni. Classe 1952, è sposato dal luglio 1982. «Mi sono sposato pochi giorni dopo il mundial – ricorda – e ho avuto la fortuna di assistere alla finale del Santiago Bernabeu che assegnò la Coppa del Mondo agli azzurri di Zoff e Paolo Rossi. Quella di raggiungere Madrid fu una follia fatta quasi per gioco con quattro amici. La mia promessa sposa non era tanto favorevole, visto che mancavano pochi giorni al matrimonio, ma riuscii a conciliare tutto. Ero dietro la porta in cui Antonio Cabrini fallì il calcio di rigore. Rifarei tutto: matrimonio e viaggio a Madrid per assistere alla finale di Coppa del Mondo».
Se il calcio è lo sport preferito, la bicicletta è un’altra piacevole passione: il nuovo presidente del GhiviBorgo, nei limiti del suo tempo libero, non rinuncia a piacevoli pedalate con lo scopo del relax e del mantenersi in forma con un po’ di attività fisica.
Detto del ruolo importante in chiave mercato di Luca Pacitto e del tecnico Rino Lavezzini, il nuovo presidente lavorerà molto sotto altri fronti: «Ho tanti sogni nel cassetto. Dal punto di vista strettamente legato al campionato sono fiducioso in un campionato tranquillo con salvezza senza particolari sofferenze. Speriamo di poter presto giocare nel nuovo impianto sportivo di Ghivizzano e che ci possa essere un seguito di appassionati e addetti ai lavori che gravita in Valle del Serchio. Sarebbe bello se la squadra fosse sentita come propria da parte delle persone del posto».
C’è poi il settore giovanile, su cui il club vuole scommettere: «Presto il settore giovanile della Valle del Serchio e il GhiviBorgo si uniranno in un’unica società. Speriamo di poter avere una prima squadra con sempre più ragazzi del posto, cresciuti nel proprio settore giovanile. E chissà, sarebbe bello se qualcuno del nostro vivaio possa un giorno calcare campi importanti delle serie principali».
Sul fronte mercato manca l'ufficialità, ma è in dirittura l'arrivo la firma per un'altra stagione del centrocampista Daniele Bartolini, regista dai piedi buoni protagonista da dicembre a febbraio della salvezza del GhiviBorgo. —
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