Il dolore
Ficagna dalla serie A a docente della “difesa”
BAGNI DI LUCCA
Trentanove anni e una passione per il calcio a ogni livello e in ogni forma: Daniele Ficagna è stato difensore nella massima serie, in B e in C. Poi, appese le scarpette al chiodo, ha preso il patentino da allenatore Uefa B, guidando gli allievi e poi la Berretti della Carrarese. La sua curiosità e voglia di apprendere i trucchi del mestiere lo hanno portato ad accrescere le sue conoscenze su tattica difensiva e movimenti di reparto del pacchetto arretrato. Che platea ha trovato qui? «Ho trovato allenatori di settori giovanili attenti e desiderosi di apprendere. Un allenatore moderno che deve trasmettere valori tecnici ai ragazzi, deve saper dare contenuti di livello. Vedo che GhiviBorgo e Valle del Serchio vogliono dare ai loro allenatori molti contenuti, che poi avranno ricaduta sui calciatori». Concorda sul fatto che è poco allenato il colpo di testa? «Pienamente. Ho pensato allenamenti specifici. In alcune partitelle si gioca solo colpendo di testa. Così si perfezionano tempi e movimenti del corpo». L’applicazione a ogni livello della zona ha limitato la tattica individuale difensiva e la posizione del corpo? «Sì, ma non per questo si deve pensare che marcatura a uomo e zona debbano essere contrapposte». —
M.C.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
