Toscana
Lulù torna a casa Di Stefano di nuovo rossonero: Bello ritrovare Monaco
Finita l’esperienza a Livorno è libero di accasarsi a Lucca Sarà il vice allenatore. «Questa squadra è la mia priorità»
LUCCA.
Come un elastico che ritorna sempre al punto di partenza. Quello tra Oliviero Di Stefano e la Lucchese è un rapporto che si è interrotto più volte, ma c’è un filo rosso mai tagliato ancora una volta lo riporta nell’ambiente rossonero. Sesto calciatore di tutti i tempi nella storia della Pantera, legato agli anni trionfali dell’era Maestrelli-Vitale-Orrico e alla doppietta promozione in serie B e Coppa Italia di C, il popolare Lulù, 56 anni, sarà il nuovo allenatore in seconda al fianco di Francesco Monaco. Manca solo la nota ufficiale ad annunciare una decisione già presa e che per essere formalizzata attendeva solo la rescissione del contratto con Livorno. Di Stefano da ieri, 1 luglio, è libero di accordarsi con la società rossonera. Un ruolo già ricoperto tre volte da vice, con Orrico nel 1998-1999, dopo avere chiuso la carriera di allenatore, al fianco del vice Monaco e nel 2012-2013 con Duccio Innocenti in D. Poi alternando ruoli di allenatore (primo o secondo) tra cui Cuiopelli, Pistoiese, Castelnuovo e Varese e alla guida di formazioni giovanili. Quasi 240 presenze rossonere e cinque stagioni da allenatore. «Adesso inizierò un’altra avventura nella Lucchese con grande orgoglio e motivazioni per questo ritorno a Lucca per il quale ringrazio questa proprietà e i miei ex compagni per la fiducia - racconta Di Stefano -. Ho sempre fatto avanti e indietro anche se sarei rimasto. Ma nel passato alcune vicissitudini mi hanno portato lontano. La Lucchese è la mia priorità, la mia casa ed è bello ritrovare Monaco con cui abbiamo iniziato insieme la carriera da allenatore con Corrado Orrico».
La nuova Lucchese nascerà nel segno della linea verde e Di Stefano può dare un contributo importante. «C’è un’impronta chiara da parte della società nella valorizzazione dei giovani, un mix tra esperienza e gioventù per fare bene e con l’obiettivo di una salvezza tranquilla, senza fare il passo più lungo della gamba. Conosco bene i tifosi lucchesi, comprendo il desiderio di tornare in alto dopo i bocconi amari e i fallimenti, ma bisogna ripartire dalle basi e questa società sta facendo i passi giusti per programmare un ritorno su scenari calcistici importanti».
Un ruolo, quello di vice, sempre più rilevante negli ultimi anni, anche in C. «Con Francesco (Monaco ndr) c’è una forte intesa. Sei anni a braccetto da calciatore, abitavamo insieme anche nel residence sopra la Superal e c'è amicizia tra le famiglie». A Livorno un’esperienza chiusa con il sorriso. «Mi sono riaffacciato su un campionato importante, quello degli Allievi Nazionali A e B, c c’erano squadre come Juve e Torino. La Lucchese ho continuato a seguirla, vivo e respiro Lucca, per me è tornare in una famiglia da cui di fatto non sono mai uscito».
Un’ala veloce e sgusciante, Lulù faceva impazzire gli avversari con i suoi dribbling. «Gli esterni come si chiamano oggi sono tornati di moda, c’è un ritorno fortunamente alla qualità e alla fantasia. Nel calcio serve la superiorità numerica, bisogna saltare l’uomo, mentre fino a qualche anno fa il calcio era basato molto sulla stazza fisica e la potenza atletica. Nannelli mi ricorda? Non lo so, ma è un ragazzo interessante, che si è formato in un settore giovanile come la Fiorentina e reduce da un ottimo campionato nella Lucchese. Adesso è atteso alla prova del nove in un campionato con tanti derby. Speriamo di potere giocare nel nostro stadio». —
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