Il Tirreno

Lucca

I TIFOSI VIP 

Aladino Franceschini, da 60 anni fedele ai colori della Lucchese

Nicola Nucci; / LUCCA
Aladino Franceschini, da 60 anni fedele ai colori della Lucchese

3 MINUTI DI LETTURA





Nicola Nucci / LUCCA

I mitici anni Sessanta, il Porta Elisa pieno, le amicizie con Romeo Anconetani e Roberto Paci, le rinascite, il nuovo stadio. Tante pagine come un grande romanzo, quello "scritto" da Aladino Franceschini, ex insegnante alla facoltà ad ingegneria con un master sulla carta e titolare di una società di consulenza in campo europeo. «Avevo 15 anni quando ho iniziato a seguire e tifare dal vivo la Lucchese. Ricordo si saltava il muretto (dove c’è ora il distributore di benzina) e si andava nella curva che all’epoca era piccola. Era il 1962 e il Porta Elisa era pieno all’inverosimile. La prima volta, tanto per dire, un battesimo importante, in serie B. Poi sono andato in gradinata e infine in tribuna. Da diversi anni sono un tifoso sponsor. Sono legato all’amicizia con Roberto Paci: andavo a cena col bomber e il professor Enrico Castellacci».

Tra le figure più carismatiche Romeo Anconetani ed Egiziano Maestrelli. «Con Romeo c’era una bella amicizia, allora ero vice presidente del Massa Macinaia ed ho anche fondato un Lucchese fan club con sede al bar davanti al campo sportivo. La squadra rossonera veniva ad allenarsi il giovedì e facevano pagare un biglietto d’ingresso al campo. Ricordo anche qualche accesa discussione con Romeo che voleva sempre un tifo caldo e non amava i gemellaggi con le altre tifoserie. Poi sono arrivati gli anni d’oro di Maestrelli. Tantissimi ricordi in casa e in trasferta, ma su tutti la sfida con la Fiorentina in B». Un album carico di immagini ormai un po’ ingiallite, ma indelibili nella sua mente e nel suo cuore. «Le promozioni sono i momenti più belli: da quella in C1 con Melani in panchina, Donatelli, Salvi e Fusini in campo, alla Lucchese di Orrico, di Paci e Simonetta, Rastelli, Monaco, Pascucci e Vignini sino al record di stagioni consecutive in B. Purtroppo poi sono arrivati nubi fosche e le delusioni cocenti dei fallimenti e i tanti “risorgimenti” come li chiamo io. Ero in piazzetta XX settembre nel 2011 con quei pochi sparuti tifosi a sostenitore la rinascita di Bruno Russo e Nicola Giannecchini. Poi sono stato coinvolto dal presidente Andrea Bacci, ma la mia amicizia non è stata ripagata dal comportamento che ha fatto svanire i programmi iniziali. Abbiamo dovuto inghiottire nuovi bocconi amari fino ad un’altra svolta societaria nell'estate passata. Abbiamo voltato pagina con una dirigenza con le idee chiare che ha già fatto qualcosa di importante in poco tempo. Spero si vada in serie C d’ufficio e si possa costruire un percorso duraturo con una programmazione che è mancata negli anni passati. Sono speranzoso perché conosco la serietà e le ambizioni di alcuni degli imprenditori che hanno sostenuto questo progetto societario e sono coinvolti nella realizzazione del nuovo Porta Elisa, necessario per un calcio sostenibile che riparta dal settore giovanile e da un centro sportivo. Anche la politica deve fare la sua parte e dare una mano a questa società che vuole guardare lontano nel segno della tradizione della Lucchese». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web