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In Promozione come in serie A con gli ultras del Pieve Fosciana

Michele Citarella
In Promozione come in serie A con gli ultras del Pieve Fosciana

Il rapporto speciale della piccola comunità della Garfagnana con la sua squadra raccontato dalla colonna dei biancorossi, il capitano Riccardo Biagioni

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pieve fosciana

Il calcio manca ad atleti, ad addetti ai lavori e a tanti appassionati, dalla massima serie fino alle categorie minori. Ma a Pieve Fosciana, inutile negarlo, lo stop forzato ha un effetto ancora maggiore. Infatti, cosa sempre più rara tra i dilettanti, i biancorossi hanno un vero e proprio gruppo ultras formato da una trentina di giovani e meno giovani, ormai parte integrante dell’ambiente pievarino.

Riccardo Biagioni, colonna difensiva e capitano dei garfagnini, spiega così il legame tra squadra e fan: «Il campo sportivo ogni domenica è luogo di aggregazione, e il Pieve Fosciana crea in molti un forte senso di appartenenza».

Qui, infatti, il calcio è vera e propria passione, con un gruppo di pievarini che si impegna per la raccolta fondi per seguire la squadra in trasferta e in riunioni per testare nuovi cori e ritmi di tamburo. A testimoniare il legame ultradecennale tra squadra e pubblico una targa ricordo, risalente all’aprile 1993, con cui i calciatori dell’epoca vollero ringraziare il gruppo ultras per il contributo dato al raggiungimento della promozione dalla seconda alla prima categoria.

All’epoca Biagioni era un bambino di appena sei anni che iniziava a tirare i primi calci nel settore giovanile del Castelnuovo, e non poteva immaginare che la sua carriera sarebbe andata a costituire una fetta importante della storia del Pieve Fosciana, società in cui è sempre stato se si eccettua una parentesi in Promozione con lo Sporting San Romano e mezza stagione al Piazza al Serchio: «Chi arriva a giocare al Pieve Fosciana senza conoscerne la realtà resta felicemente stupito dal seguito che ha la squadra. Un contesto simile per quanto riguarda il calore sugli spalti lo ricordo soltanto al Centro Lebowski, squadra sfidata lo scorso anno nel girone C».

Biagioni non nasconde il desiderio di tornare a giocare, pur con le dovute precauzioni: «Per fortuna al momento non abbiamo avuto grossi problemi in squadra e in società, pur avendo avuto qualche giorno di timore per alcuni dei nostri. Personalmente non ho avuto problemi nemmeno a livello lavorativo, da geologo ho potuto lavorare, stando ovviamente più possibile a casa».

Giocare sì, ma come? «Spero che quando si ricomincerà possa esserci il pubblico. Per Pieve Fosciana in particolare, ma penso ovunque, non ha senso una partita dilettantistica senza amici, genitori e famiglie. A noi poi mancherebbe una spinta vitale sia in casa sia fuori casa. I nostri ultras si organizzano con pulmini, realizzano gadget e ci incitano spesso».

Per ora i giovani ultrassi accontentano di rievocare emozioni con foto sul proprio gruppo whatsapp, in attesa di tornare a incitare Biagioni e compagni. —

Michele Citarella

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