Gioco
«Mi godo la festa con la famiglia in attesa di quella del ritorno in C»
Daniele Deoma, 48 anni, ieri pomeriggio ha brindato con gli amici dirigenti Ma la testa è proiettata alla Lega Pro: «Puntiamo molto su Papini e Nannelli»
Nicola Nucci / LUCCA
La ciliegina sulla torta è la promozione in serie C. Il regalo più grande per il compleanno di Daniele Deoma, direttore sportivo della Lucchese, nato a Licata l’8 maggio 1972, che ieri ha soffiato su 48 candeline. Un regalo che il ds non può ancora “scartare”, in attesa del verdetto ufficiale. Una festa in casa, con la moglie Teresa e la figlia Benedetta. «Una cena semplice e un dolce con mia moglie rientrata in serata dall’ambulatorio. In questa situazione drammatica in cui si lotta contro la pandemia sono ben altri pensieri ed è bello stare con le persone a cui voglio bene. Nel pomeriggio abbiamo fatto un brindisi allo stadio con Bruno Russo, Mario Santoro, Duccio Casini, la mia famiglia rossonera». Il telefonino è stato tempestato di messaggi e chiamate. «Da Monaco e Carruezzo a Baraldi, uno dei primi, e tanti messaggi sulla pagina facebook della Lucchese tra cui Massimo Morgia che stimo molto. E poi naturalmente la mia famiglia siciliana, mia mamma, i sei fratelli, io sono il più piccolo, e i tanti nipoti tra cui Niccolò di 6 anni che mi chiede sempre quando potremo festeggiare la promozione in C».
La ricerca della felicità. L’ex giocatore della Lucchese e attualmente dirigente sperava di festeggiare prima. «Aspettiamo la decisione che probabilmente ci vedrà salire in serie C, ma solo il pensiero che Lucca è in fermento mi rende orgoglioso. Sono contento per i tifosi e la città: un miracolo sportivo se pensiamo a dove siamo partiti, una corsa ad ostacoli vinta partendo da dietro, una grande rimonta fatta tutti insieme: società, squadra, tifosi, stampa, istituzioni. Da soli non si va da nessuna parte. Serviva una vittoria di gruppo e un lavoro sul territorio straordinario di Mario Santoro. Se penso al gol di Iadaresta con il Ligorna che ci ha portato primi in classifica mi commuovo. Adesso speriamo di fare una festa con il popolo rossonero che in 11 anni ha patito tre fallimenti. Perché la Lucchese è un bene comune».
Chiavi del successo. Una cavalcata interrotta dal covid19, ma per questo meno esaltante. «É stato un inizio in salita. Abbiamo faticato ad ambientarci alla categoria e con tutte le difficoltà di una condizione fisica approssimativa. Personalmente anche dopo 4 punti in 6 gare ero sicuro che il valore della squadra sarebbe venuto fuori alla distanza anche se alla sesta giornata, dopo la sconfitta di Casale, c’è stato un momento di criticità. Poi sono stati importanti gli acquisti di Coletta e Iadaresta. Il portiere è un colpo di Bruno Russo, devo riconoscerlo. Mi disse: “Daniele se prendiamo un portiere non si perde più”. All’inizio c’è stata anche perplessità nei tifosi, ma poi si è rilevato un grande acquisto e con Soldati, Lionetti e Iadaresta abbiamo completato il mosaico. Il momento più esaltante? A Caronno la svolta e la vittoria con la Lavagnese in casa. Abbiamo sempre giocato per i 3 punti senza fare calcoli con un bravo allenatore come Monaco che ha dato un’identità e personalità alla squadra».
Deoma pensa già al futuro. «Con la dirigenza abbiamo già delle idee di programmazione. Appena avremo la certezza della promozione inizierò a parlare con i calciatori da confermare. Hanno fatto un capolavoro in campo. Abbiamo già sulla lista profili importanti per la C e ripartiremo da uno zoccolo duro. Non abbiamo bisogno di capitalizzare: Nannelli e Papini sono richiesti, ma saranno punti di forza anche la prossima stagione. Senza dimenticare altri giovani di proprietà come Fazzi e Bartolomei e i leader Benassi e Cruciani. Ripartiremo da loro». —
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