Gioco
Bc Lucca e Nba Altopascio rischiano di non iscriversi alla B e alla C Gold
Alessandro Petrini / LUCCA
Il basket maschile di buon livello rischia di essere spazzato via dal coronavirus. Il campanello d’allarme suona sia in casa Bc Lucca sia per l’Nba Altopascio, con la possibilità che le rispettive prime squadre possano ripartire dai campionati regionali a libera iscrizione rinunciando quindi ai titoli sportivi di serie B e C Gold che invece sono stati confermati dal campo. La pietra tombale potrebbe essere arrivata dall'ultimo consiglio federale, quello da cui tante in tanti speravano che sarebbe arrivato l’annullamento del pagamento dell’ultima rata delle tasse fissata al 27 maggio. Data che invece è spostata al 10 giugno senza di fatto cambiare nulla per le casse delle società che ormai da due mesi non hanno entrate dal botteghino, contributi dagli sponsor o quote dai ragazzi del settore giovanile. Una situazione di crisi che rischia davvero di essere insormontabile con il Bc Lucca che sembra sempre più destinato a un drastico ridimensionamento della propria attività. In questo caso a gravare sulla situazione ci sarebbero i problemi di una società che durante la stagione ha visto le dimissioni dei due consiglieri Florenzo Storelli e Giovanni Ricci e che dal momento dell’interruzione dei campionati non ha ancora avviato le trattative per gli stipendi. Allo stato attuale sono 5 le mensilità pagate a staff e giocatori, un numero lontano rispetto alle 7 consigliate dalla Lega Pallacanestro. La firma delle liberatorie da parte dei tesserati è l'altro requisito da soddisfare per mantenere la serie B. Altrimenti l'unica possibile ripartenza è da un campionato regionale a libera iscrizione, che per il momento potrebbe essere la C Silver, ma non è detto. Difficile invece percorrere la strada della vendita del titolo sportivo, anche perché si prevede che in serie B saranno parecchie le squadre a mollare e la federazione potrebbe procedere con i ripescaggi. Ad Altopascio la situazione è simile, ma comunque differente. A fare il quadro sul futuro è il presidente Sergio Guidi: «Lo sport non è scollegato dal resto e con l’economia e per le aziende ferme è difficile programmare. Lo spostamento del pagamento dell’ultima rata federale al 10 giugno non cambia nulla e la notizia dell’investimento di 4 milioni di euro per bonificare i pagamenti della quinta rata federale del marzo 2021 suona come una presa in giro. Perché tante società avranno problemi ad arrivare a quella data. Di solito in questo periodo avremmo organizzato il memorial Franco Forassiepi e la Sagra della Pizza Rosablu, fonte di finanziamento. Ad oggi non prevediamo altre entrate e quindi se la situazione non cambia siamo costretti a rinunciare alla C Gold. Valuteremo se provare a iscriverci alla C Silver». Una situazione che ovviamente ha ripercussioni anche sul settore giovanile. «I nostri istruttori da marzo stanno facendo un lavoro eccellente con allenamenti in video, ma la situazione è insostenibile dal punto di vista economico, logistico e amministrativo. Anche i protocolli per la ripartenza nella palestra di via Marconi non sarebbero applicabili. Sarà difficile ripartire prima di gennaio 2021». —
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