Il Tirreno

Lucca

Tempi duri per le palestre e per i corsi di ginnastica

Michele Citarella
Tempi duri per le palestre e per i corsi di ginnastica

Lazzarini (complesso Genesi) e Troysi (titolare della struttura del Poggio) studiano come ripartire in sicurezza entro la fine di maggio e per tutta l’estate

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Michele Citarella / LUCCA

Tempi duri anche per palestre ed attività di aggregazione che si svolgono al chiuso. Palestre, piscine, corsi di ginnastica sono in stand by, ma allo stesso tempo studiano come ripartire nelle prossime settimane. Federico Lazzarini, in rappresentanza della Genesi (un complesso a Tassignano ed uno a Mugnano da 1300 metri quadrati ciascuno e 30 tra dipendenti e collaboratori) spiega difficoltà e potenziali soluzioni per i clienti: «Con altri gestori di strutture simili a livello regionale abbiamo creato una specie di consorzio, capace di portare avanti proposte ed evidenziare le difficoltà che abbiamo in questi tempi di pandemia. Siamo tutti alle prese con situazioni simili, sia i centri più piccoli sia quelli multifunzionali. Il trimestre febbraio- aprile è quello con il più alto numero di iscrizioni per una palestra, con ricavi che ci permettono di ammortizzare il fisiologico calo di iscritti della pausa estiva. Abbiamo costi enormi per mantenere eventuali piscine, saune e strutture simili. Se tra una macchina e l’altra in sala pesi saremo costretti a sostenere costi di pannelli separatori e ci venisse imposto un ingresso limitatissimo dei clienti potremmo farlo solo con agevolazioni e aiuti». Il desiderio è quello di riaprire: «Nei due ambienti Genesi pensiamo di sfruttare gli ampi spazi all’aperto facendo corsi e allestendo macchinari. Gli spazi ampi e aumenteremo anche i tempi di apertura per soddisfare le esigenze di tutti, aumentando le scelte sugli orari dei corsi per ammortizzare un eventuale limite di partecipanti». Sulle necessità di un sostegno delle istituzioni interviene Michelangelo Troysi, proprietario della struttura del Poggio a S. Anna: «Quando ho chiuso la struttura avevo ancora i campi da tennis chiusi dai “palloni bianchi” che hanno costi importanti. In questo periodo di stop ho provato a contattare imprese che potessero chiudere i palloni antifreddo, ma le ditte erano chiuse. Le perdite sono pesanti». —

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