La protesta
Il Consiglio Federale decreterà la fine del torneo 2019-20
Con la A dei dilettanti chiude i battenti anche la Lega Pro Sibilia: «Garantire la promozione delle prime in classifica»
LUCCA
Chiusura in anticipo della serie D e promozione delle capoliste. È questo lo scenario più probabile dopo l'8 maggio quando il Consiglio Federale definirà la linee guida. Per il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia, la promozione è un diritto inviolabile da difendere. «L’assegnazione dei titoli avverrà con criteri di trasparenza e senza alcuna discriminazione» ha chiarito il numero uno della LND che difende il diritto alla romozione. Quindi alle 9 squadre capoliste dei gironi (Lucchese, Pro Sesto, Campodarsego, Mantova, Grosseto, Matelica, Turris, Bitonto e Palermo) sarà riconosciuto il titolo acquisito sul campo. «Non si fa nulla senza che venga garantito questo diritto sacrosanto» ribadsce Sibilia. Sulla questione ripescaggi il presidente ribadisce che sarà stilata una graduatoria nel rispetto di regole e criteri oggettivi, senza alcun trattamento di favore. Il calcio dilettantistico resta in attesa di una decisione ufficiale, sospesa tra una sempre più remota possibilità di concludere i campionati sul campo (in Francia, Belgio e Olanda ha chiuso anche la serie A) e una sospensione definitiva a causa dell’emergenza sanitaria. Il discusso protocollo sanitario, funzionale alla ripresa di allenamenti e campionati, è impossibile da attuare da parte di quasi tutti i club di quarta serie. Sibilia lo ha detto senza mezzi termini al vertice della scorsa settimana con il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora e le componenti della Figc, come condizione per una ripartenza sicura. Ma non c’è solo il problema di garantire la sicurezza a calciatori, dirigenti, arbitri e accompagnatori. Se la D decidesse di tornare in campo sarebbe insostenibile sul piano economico e organizzativo. La serie D non è la A o la B e con stadi a porte chiusi, senza tifosi, le società non potrebbero contare sugli incassi che sono una risorsa vitale e molti sponsor farebbero marcia indietro. Costi anche organizzativi per le partite, dalle spese per tenere aperto l’impianto, utenze e sicurezza. Tutto lascia dunque intendere che ormai il campionato terminerà in anticipo. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
