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Lucca

Compleanno da presidente per la bandiera rossonera

Nicola Nucci
Compleanno da presidente per la bandiera rossonera

Bruno Russo, che oggi festeggia 54 anni, ha ricoperto tutti i ruoli nello stesso club «Il regalo più bello? Il ritorno dopo un anno in C grazie al nostro grande gruppo»

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Nicola Nucci / LUCCA

Primo compleanno da presidente di Bruno Russo, protagonista della rinascita rossonera e simbolo di una nuova era con l’obiettivo di riportare la Lucchese nel calcio dei grandi. Oggi il numero uno della Pantera spegnerà 54 candeline. Il suo è un caso unico nella storia del calcio professionistico. Già gli ex calciatori diventati presidenti si contano sulla punta delle dita di una mano - Giampiero Boniperti, fiduciario della famiglia Agnelli e per oltre 20 anni plenipotenziario della Vecchia Signora, Giacinto Facchetti, amico fraterno di Massimo Moratti, che purtroppo non ha avuto il tempo di poter dare una sua impronta - figuriamoci un ex giocatore che ha ricoperto tutti i ruoli compresi quelli di allenatore in seconda a direttore sportivo. Un unicum, almeno a livello nazionale, per quanto riguarda un club professionistico. Una sorta di icona che sventola sul Porta Elisa: secondo rossonero di tutti i tempi per presenze e con oltre 20 anni al servizio della Lucchese. «Sarà un compleanno diverso. - dice Bruno Russo - Niente clamori, una cosa semplice con la mia famiglia. Il regalo più bello? Uscire presto da questa emergenza e festeggiare la promozione della Lucchese in occasione dei suoi 115 anni che il club compie il 25 maggio». La promozione al primo anno della nuova Lucchese 1905 sarebbe una bella soddisfazione per uno che ha vinto in tutti i ruoli: calciatore, diesse e dietro la scrivania della presidenza. Russo è convinto dello stop definitivo del campionato di serie D. «Siamo in attesa di notizie che arriveranno attraverso un comunicato ufficiale. Aspettiamo come tutti da casa quello che sarà un verdetto che pare scontato: non si riprenderà perché non ci sono le condizioni per ripartire in sicurezza e il rigoroso protocollo sanitario non è attuabile nei dilettanti. Adesso tocca alla politica assumersi la responsabilità e prendere una decisione come hanno già fatto altri campionati europei come Olanda e Belgio. In D una ripartenza sarebbe ingestibile anche dal punto di vista organizzativo. Credo che la Lucchese meriti questa promozione che non sarebbe un ripescaggio. Siamo stati per trequarti in testa alla classifica, dopo che a novembre eravamo in zona playout. Una grande impresa frutto di un lavoro di gruppo con Santoro, Deoma, Vichi e tutti i collaboratori, anche chi lavora dietro le quinte. Una squadra che ha una grande anima e un pubblico straordinario che ci ha trascinato».

Il ritorno nel calcio che conta, al primo colpo, consente una programmazione di ampio respiro. Per tornare in B la Lucchese ha impiegato 27 anni. Il club del patron Russo potrebbe farcela in cinque-sei anni? «Programmazione è la parola chiave, partendo dall’investimento su settore giovanile e poi aspettare i frutti, come faceva Egiziano Maestrelli che è il mio mentore e riferimento, anche se io sono un presidente giovane e mi sento più come un gestore che come un patron. Cerco di mettere al servizio la mia passione, la serietà e l’esperienza di tanti anni nel mondo del calcio». —

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