Gioco
Il tecnico Catalani «Possiamo superare la crisi economica con i nostri giovani»
L’allenatore della Geonova spera di restare l’anno prossimo ripartendo da Del Debbio, Drocker, Pieretti e Simonetti
Alessandro Petrini / Lucca
«Se il basket maschile ha intenzione di ripartire, a Lucca c’è la base per consentire alla società di disputare campionati competitivi a costi sostenibili anche nei prossimi anni».
Ne è convinto Michele Catalani, allenatore che ha visto stopparsi a due terzi del cammino la propria annata di debutto tra i senior facendo però vedere ottime cose, oltre a una grande capacità di lavorare coi giovani e farli migliorare in palestra.
Ora, a due settimane dall’ufficialità della fine del campionato di serie B, prova a mettere da parte il rammarico per una stagione che si è interrotta sul più bello, ma anche a tracciare quello che potrebbe essere il futuro del club biancorosso.
Anche perché è scontato attendersi un ridimensionamento generalizzato degli investimenti nello sport e il Bc Lucca potrebbe sfruttare in questa situazione i propri punti di forza.
«C'è la possibilità di ridimensionare la macchina puntando su ottime risorse tecniche e sull’esperienza importante fatta in questi mesi – spiega l’allenatore biancorosso, che sulla carta ha ancora un altro anno di contatto e manifesta già l’intenzione di rimanere in attesa di un incontro con la società -. Tra l’altro, viste le difficoltà cui andiamo incontro, investire nello sport nel prossimo futuro potrebbe consentire un ritorno maggiore rispetto al passato e inoltre non penso che il panorama nazionale proponga realtà che investiranno come nel recente passato. Quindi avere le idee chiare e fare le cose con criterio sfruttando al massimo le proprie risorse potrebbe rivelarsi decisivo».
Per farlo però bisogna fare anche un bilancio della stagione appena andata in archivio. «Lo scorso luglio siamo partiti da zero, con dirigenti nuovi, allenatore nuovo, in un campionato nazionale e con un gruppo completamente ristrutturato – prosegue -. Ovvio che avevamo messo in conto le difficoltà iniziali anche perché avevamo scelto di aggregare un gruppo mediamente molto giovane con dei senior che avevano fatto percorsi di altissimo livello. Mischiare le loro esperienze non era sicuramente semplice per le aspettative che c’erano».
Questi i motivi di un rendimento altalenante soprattutto quando la squadra ha giocato lontano dal Palatagliate. «Abbiamo perso a Empoli e poi vinto contro Firenze che fino a quel momento era imbattuta, mentre la settimana dopo siamo andati a perdere malamente a Palermo. - sostiene Michele Catalani, il coach della formazione biancorossa - È ovvio che il gruppo stava ancora cercando una propria identità e dei punti di riferimento sul campo, ma la qualità del lavoro e l’impegno non è mai calati».
La svolta è arrivata quando si è scelto di rinunciare ai giocatori più rappresentativi con le partenze prima di Petrucci e poi di Vico, Genovese e Pagni: «C’è stato un cambio di passo e forse nemmeno ero sicuro del fatto che i ragazzi sarebbero riusciti a fare un percorso così netto. Abbiamo vinto con autorevolezza in casa e anche le partite perse sono sfuggite per singoli episodi. Abbiamo raggiunto un equilibrio diverso e tutti i giovani hanno capito che per loro questa era un’opportunità. Ovvio che mettevamo in campo una pallacanestro di corsa ed energia, spesso piena di errori, ma avevamo una squadra che si divertiva a giocare insieme».
Chi di loro potrebbe far parte del progetto tecnico della prossima stagione?
«Sarebbe impensabile non ripartire da Del Debbio e Drocker. - conclude il tecnico della Geonova - Gianmarco ha avuto un’evoluzione notevole durante la stagione in termini di ruolo e di impatto. Questo a testimonianza di questo sia stato utile il percorso che ha fatto nella prima parte dell’anno dietro a giocatori più esperti. Poi ancora Pierini, che ha trovato spazio dimostrando di poter valere la categoria in maniera. Infine ci sono altri giovani che si sono affacciati al mondo della prima squadra che possono avere un ruolo. Su tutti Simonetti, che ha dimostrato una grande serietà e discrete potenzialità. Un ragazzo cresciuto tanto sia dal punto di vista fisico che tecnico e che ha messo il proprio marchio sulla vittoria di Alessandria. Dietro poi i più piccoli Piercecchi e Perfetti, che ci hanno aiutato non poco in un momento delicato della stagione. Tutti giocatori con ottima predisposizione, testimonianza della qualità del lavoro portato avanti dai nostri allenatori del settore giovanile. La società ha una base importante dalla quale poter ripartire già in casa». —
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