Gioco
Sulla ripresa del campionato tante parole, ma nessuna certezza
L’unico punto fermo è la data del 3 maggio: prima di allora tutto fermo, ma spetterà a sanitari e governo decidere quando si potrà giocare
LUCCA
Ripresa sì, ripresa no. Parafrasando Elio e le Storie Tese da giorni è partito il dibattito che coinvolge tutto il calcio nazionale sulla ripartenza del calcio giocato dopo lo stop. Al momento la certezza è che fino al 3 maggio tutti i campionati sono bloccati. Poi la palla passerà al governo e alla commissione medica e scientifica. Intanto giovedì è in programma un confronto tra gli esperti sanitari e i rappresentanti del calcio nazionale.
«Più volte abbiamo fatto riflessioni con il presidente federale e le varie componenti e giovedì avremo un nuovo incontro – dice Cosimo Sibilia, patron della serie D – la posizione è che c’è bisogno che la commissione medica si esprima in via definitiva per capire cosa dovremo fare. Inutile fare supposizioni e previsioni perché si possono smentire subito, dobbiamo attenerci ai pareri della commissione composta da luminari della medicina che possono dare indicazioni chiare per evitare di mettere a rischio la salute dei partecipanti alle partite». Sul tema si è espresso anche Enrico Castellacci, per 14 anni responsabile dello staff medico della Nazionale e attualmente consulente del Guangzhou Evergrande allenato da Cannavaro: «In Cina, nonostante due-tre mesi di vantaggio sull’emergenza, non si parla ancora di riapertura del campionato. Le linee guida della commissione tecnico-scientifica della Figc sono tutte giuste e ineccepibili nella teoria, ma tutte le società possono mettere e mantenere in sicurezza i centri sportivi? Ci sono strutture per tanti piccoli spogliatoi e uno staff medico per controllare giocatori, tecnici e persone a contatto con la squadra e ogni quattro fare i tamponi? In A forse, anche se esistono realtà territoriali diverse. In quasi tutta la B e in C no».
E già si pensa agli effetti devastanti della pandemia sul calcio dilettantistico. Che non ha i diritti tv e gli stipendi dorati della serie A e B. Per loro c’è la possibilità di richiedere prestiti a tasso zero erogati dal Credito Sportivo da un minimo di 5mila a un massimo di 25mila euro. Prestiti annuali con rate restituibili in 5 anni. Per sottoscrivere il mutuo sarà necessario un indirizzo di posta elettronica certificata (pec) e la firma digitale del legale rappresentante. «Un’iniziativa positiva e interessante – commenta il direttore generale della Lucchese, Mario Santoro – ma non abbiamo ancora avuto modo di valutare se attivarla. Come società non penso, ma al di là di questo è un aiuto per tutto il movimento dilettantistico che sta soffrendo per questa situazione e non sarà facile ripartire dopo un lungo stop». I tecnici hanno stimato una perdita di 3 mila società dilettantistiche, ovvero 18-20 mila squadre in tutta Italia. Anche la serie D è bloccata da oltre mese. «Il mio pensiero sulla ripresa? Ci sono diverse opzioni sul tavolo, ma nostra linea è sempre stata di rimetterci alle decisioni di Figc e Lnd e prima ancora del governo», dice il dg rossonero. —
Nicola Nucci
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