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LA LUCCHESE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS 

Lazzari, il magazziniere-ultras «Un sogno diventato realtà»

Nicola Nucci
Lazzari, il magazziniere-ultras «Un sogno diventato realtà»

Lo «Scimmiato» dal 1969 ha iniziato a seguire la squadra in Curva Ovest e da quest’anno sistema le maglie dei suoi beniamini negli armadietti

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Nicola Nucci / LUCCA

«Lo Scimmiato è il capo degli ultrà» è un coro che ha fatto storia. Scandito dai supporter per uno dei fondatori del tifo organizzato rossonero. E come in una bella favola il capo degli ultras è entrato a fare parte di quella Lucchese che ha seguito in lungo e in largo: prima da leader della curva Ovest e tifoso e ora da dipendente della società. Mauro Lazzari, per tutti ancora lo “Scimmiato”, dalla scorsa estate è diventato il magazziniere nella nuova Luccchese 1905 del presidente Bruno Russo.

«Una sensazione meravigliosa e inaspettata per me che seguo e tifo la Pantera dal 1969 ed ho i colori rossoneri nel sangue. Ricordo quando dopo gli allenamenti mi mettevo a parlare col povero Michi negli anni Ottanta e Novanta e poi con Lido (Marcucci ndr) che ci ha lasciato l’anno scorso lasciando un grande vuoto. Mai avrei mai pensato un giorno di prendere il loro posto. Quando sistemo le maglie rossonere negli armadietti ho i brividi». Una delle immagini più belle di questa stagione è la sua esultanza a Caronno Pertusella aggrappato alla rete di recinzione del funzionale impianto lombardo. «È stata la vittoria della svolta, conquistata con grande cuore a tempo ormai scaduto. Ma avevo già capito vivendo con la squadra fianco a fianco la forza e l’unione di questa squadra, il loro attaccamento alla maglia».

Anche il magazziniere rossonero è a casa in isolamento volontario dopo lo stop del campionato. E con il lockdown che sarà prolungato fino al 3 maggio. «È difficile parlare di calcio in questa situazione. Penso che il torneo non riprenderà, non sarebbe sicuro per i calciatori. Come si fa a giocare con la mascherina? E se si giocasse a porte chiuse sarebbe un danno economico per i club che non hanno il sostegno degli sponsor come la Lucchese. Cosa succederà se non si riparte? Sarebbe giusto essere promossi, siamo in testa dopo trequarti di campionato e abbiamo battuto Prato e Caronnese».

Una vita per la Lucchese.

«La mia prima partita nel 1969, lo spareggio a Livorno con la Sarzanese con gol di Cella. Da lì è nato un grande amore e la curva Ovest è diventata la mia casa. Il ritrovo era al bar Duilio in città dove ai tempi di Anconetani fondammo gli Ultras, poi Forever Ultras. Nel 1987 decidemmo di lasciare il centro della curva ai Panthers Front, rimanendo sempre e comunque a dare il nostro sostegno. I momenti magici sono tanti: dai 6 mila di Ferrara alla vittoria a Civitavecchia, al ritorno in B con Orrico e l’impresa di Palermo con la Coppa Italia di C, al gol promozione di Pecchioli nel 2014. Adesso speriamo di tornare a gioire dopo troppi fallimenti e delusioni, nel ricordo di tanti amici scomparsi con un affetto speciale per Piergiorgio Cecchi, uno dei fondatori degli ultras rossoneri». Lazzari è fiducioso sul nuovo Porta Elisa. «C’è da fare sempre i conti con la burocrazia, ma penso che sia la volta buona». Intanto la presentazione del progetto del nuovo stadio slitta a maggio a causa dell’emergenza sanitaria. —

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