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Compleanno in quarantena per Santerini, factotum rossonero

Nicola Nucci
Compleanno in quarantena per Santerini, factotum rossonero

Ex arbitro professionista,  è uno dei superstiti  della società rossonera  affondata nella stagione passata: ha compiuto 66 anni

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LUCCA.

Compleanno in quarantena per il factotum rossonero. Massimo Santerini, infaticabile uomo ovunque della Lucchese, una di quelle figure che stanno nell’ombra dell’organigramma rossonero ma delle quali non puoi fare a meno. «Lo scorso 1° aprile ho compiuto 66 anni, ma è stato un compleanno in tono minore, chiuso in casa per il coronavirus - racconta il dirigente -. Mi ha ricordato quando anni fa per un incidente di lavoro sono stato 45 giorni fermo a letto in casa. In questi giorni tristi ho ripensato anche al passato e mi sono messo a sistemare la casa. Con mio figlio ci sentiamo, anche se abita a pochi chilometri da me a Nave esco solo per fare la spesa ogni due settimane». Santerini, ex arbitro professionista, è uno dei superstiti della società rossonera affondata nella stagione passata a causa di una gestione fallimentare. «Questo è il mio quarto anno nella Lucchese che è tornata in mani lucchesi e con un gruppo dirigenziale serio e appassionato, fortemente legato ai colori rossoneri. Una stagione che finora è andata oltre le aspettative, in testa al campionato prima della sospensione. Adesso aspettiamo di capire se e quando potremo riprendere. Ho letto di alcune ipotesi, come quella del patron della Lega di D Sibilia di ripartire il 17 maggio. Sono ottimista di natura ma penso che se vogliamo giocare in sicurezza prima di fine maggio sarà dura ricominciare, c’è ancora molta incertezza ed è impossibile fare previsioni. Il momento più emozionante? La vittoria a Prato. È stata una vittoria spartiacque, tre punti fondamentali che hanno dato autostima a tutta la squadra e in uno scontro diretto contro la principale antagonista nella corsa promozione. Siamo cresciuti sul piano della consapevolezza e della solidità, subendo pochi gol e diventando più efficaci nella finalizzazione con l’inserimento di Iadaresta che ha fatto fare un salto di qualità all’attacco rossonero».

Santerini, da ex giacchetta nera, si occupa dei rapporti con la terna arbitrale, addetto al direttore di gara in casa e dirigente accompagnatore fuori. «Ho arbitrato per quasi 40 anni, arrivando a fare il quarto uomo in serie A, debuttando a Marassi nel 1992 in Sampdoria-Udinese - racconta il dirigente lucchese - ho vissuto il prima fase del rinnovamento generazionale ed ho avuta la fortuna di stare al fianco di arbitri del calibro di Pierluigi Collina e Domenico Messina, esponenti di una classe arbitrale che aveva personalità e carisma ed una profonda conoscenza del regolamento. Il Var? Non condivido questa innovazione che a mio avviso ha aumentato i sospetti. La mia ricetta sarebbe un ritorno alla classica terna arbitrale, anche con l’errore umano che è parte del gioco. Certo, il modo di arbitrare è cambito, soprattutto nella gestione dei ritmi molto più sostenuti delle partite e la pressione mediatica sugli arbitri». —

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