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Lucca

LA LUCCHESE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS  

«Ripartire o fermare la stagione? La Lega saprà cosa fare»

Nicola Nucci
«Ripartire o fermare la stagione? La Lega saprà cosa fare»

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LUCCA.

Una posizione di attesa. In questo momento non c’è altro da fare con il coronavirus che continua a mietere vittime in Italia e nel mondo. «Il mio unico pensiero che è finisca tutta prima possibile - dice il presidente rossonero Bruno Russo - la ripresa del campionato non è la mia priorità in questo momento, anche oggi (ieri ndr) 760 morti. Spero che entro la fine di aprile si possa iniziare a ragionare su un’ipotesi di ripartenza poiché vorrebbe dire che la pandemia è stata arginata, ma ad oggi mi sembra molto complicato. Una perplessità in prospettiva che nasce dalla constatazione che siamo nel pieno di un’emergenza sanitaria dalle dimensioni mondiali. Un virus tremendo che uccide. Sono sicuro che i vertici della serie D, sapranno valutare con giudizio e ragionevolezza, fermo restando che si potrà giocare solo se potrà essere garantita la salute di calciatori, dirigenti, arbitri e tifosi». A questo punto non è da escludere l’ipotesi di un blocco del campionato e classifica congelata. C’è chi ha già scelto di fermarsi. Lo ha fatto il rugby, a partire dalla lega maggiore, ed anche il calcio. Il Belgio è la prima nazione europea ad annunciare la chiusura anticipata della stagione 2019-20 a causa dell'emergenza coronavirus (oltre 15.000 i casi registrati nel paese che conta 11 milioni di abitanti). Se non si dovesse più tornare in campo la Lucchese sarebbe promossa in anticipo. Ma in quale categoria? Il presidente federale Gabriele Gravina ha anticipato una possibile riforma della terza serie disegnarendo il futuro: una serie C d’Elite a 20 e C silver due gironi da 20. «Come ho detto non è il momento delle previsioni: la preoccupazione è ridurre il numero dei contagi e delle vittime» dice il presidente rossonero che il 27 aprile compierà 54 anni. «Speriamo per quella data che il peggio sia passato». Il direttore generale Mario Santoro è categorico. «Per riprendere i campionati a porte aperte ci vogliono le condizioni di sicurezza per chi è in campo e chi è fuori. Dico porte aperte perché se le partite sono sicure per i calciatori lo sono anche per il pubblico: le garanzie devono essere per tutti. Questo tsunami porterà conseguenze pesanti sul mondo dilettantistico. Fino a quando possiamo attendere? Credo sia ragionevole aspettare fino a metà maggio. Certo, dal punto di vista organizzativo sarebbe impegnativo perché ci sono da sanificare gli ambienti, gli allenamenti e le partite. É chiaro che se questa pandemia non si arresta potrebbero anche essere prese decisioni drastiche». Per quanto riguarda l’iter relativo al nuovo stadio si va avanti, ma con tempi più incerti. »L’Aurora, la società incaricata di elaborare il progetto, continua a lavorare, ma giocoforza ci sarà un rallentamento dell’iter amministrativo con le istituzioni a scartamento ridotto. Tra qualche giorno faremo il punto della situazione». —

Nicola Nucci

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