Gioco
Battistoni va a lavoro e sogna il pallone
Il fluidificante del Tau è un tecnico cartario e l’emergenza non riguarda l’azienda in cui presta la propria opera
LUCCA
Una laurea in infermieristica da qualche anno in tasca non ha fermato la sua voglia di sgroppare sulle fasce a rincorrere avversari e a mettere cross invitanti in area di rigore per i compagni che giocano in attacco. «Sempre in Eccellenza» tiene a ribadire Stefano Battistoni, ventottenne fluidificante del Tau Calcio con trascorsi a Querceta, Lammari e Camaiore. Così come è duttile in campo, potendo giocare sia a destra sia a sinistra, Stefano Battistoni lo è anche nella vita: ha una laurea infermieristica, ma non indossa alcun camice bianco bensì la tuta blu come tecnico della manutenzione delle macchine per cartiere.
«Un lavoro che mi permette di sfruttare le competenze acquisite e comunque mi consente di conciliare il tempo del lavoro con quello necessario per allenamenti e partite».
Stefano, coma passa queste giornate?
«Il lavoro prosegue. Le cartiere sono praticamente attive. Certamente manca il calcio giocato. Mi ruppi il crociato quattro anni fa e questo è il secondo stop forzato della mia carriera».
A lavoro avete protezioni adeguate?
«Siamo a contatto con altre persone e prendiamo tutte le cautele. Abbiamo poi maschere e guanti e il necessario per affrontare le giornate di lavoro con serenità».
Rimpianti?
«Restando all’aspetto strettamente sportivo, dispiace se dovesse finire il campionato perché potevamo arrivare al secondo posto. C’è la salute di tanti ragazzi e tanta altra gente, va benissimo che adesso le energie del Paese siano incentrate sul Covid».
Disposto a riprendere il campionato anche tra un mese o andare addirittura oltre il 30 giugno?
«Personalmente sì, spero di ritornare a giocare. Non mancano i dubbi sulla condizione atletica, sul riprendere dopo uno choc come quello che stiamo vivendo adesso».
In Eccellenza riuscite ad allenarvi singolarmente?
«Il lavoro atletico manca. Si può lavorare solo a corpo libero. Si sta di più a casa e per fortuna non ho la tentazione di aprire il frigorifero. L’assenza di allenamento e il cibo potrebbe condizionare molti».
Tanti anni di eccellenza, ma manca un successo…
«Quest’anno il Tau Calcio non sarebbe condannato ma è difficile vincere, al di là che si possa ripartire o meno. Spero in futuro di poterci riuscire consapevole che insieme dobbiamo vincere la vera e propria guerra sanitaria, cui seguirà la sfida, anche per il mondo del calcio, del normale ritorno alla normalità». —
Michele CITARELLA
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