La manifestazione
«Non c’è ancora una scadenza ma giocheremo solo in sicurezza»
L’avvocato Luigi Barbiero fa il punto della situazione dopo lo stop al torneo per l’emergenza legata al Covid che rischia di chiudere in anticipo la stagione
Luca Tronchetti / LUCCA
«Non c’è ancora una deadline e aspettiamo la fine della settimana e soprattutto la proroga successiva al 3 aprile per avere le idee più chiare. Una cosa però è certa: torneremo in campo soltanto se non ci saranno più rischi di contagio per i nostri tesserati e per gli spettatori. Altrimenti prenderemo altre decisioni». Non usa mezzi termini l’avvocato Luigi Barbiero, 54 anni, di Martinafranca, il numero 2 della Lega Nazionale Dilettanti e coordinatore del campionato di serie D, il fiore all’occhiello del calcio minore. L’alto dirigente tiene a sottolineare la posizione della LND in modo che non vi possano essere fraintendimenti di sorta tra i dirigenti dei vari club della A dei dilettanti.
Dottor Barbiero, la domanda che tutti si pongono è se e quando il calcio dilettantistico riaprirà i battenti in questa stagione agonistica
«Il nostro auspicio è quello di poter completare il campionato. Ma questo sarà possibile soltanto se il virus sarà debellato e se tutti gli italiani potranno uscire di casa senza correre il rischio di ammalarsi di Covid 19. Sino al 3 aprile l’ordine tassativo era quello di stare a casa per evitare contatti e contagi. E adesso attendiamo per venerdì prossimo nuove indicazioni dalla Federazione. Anche nella giornata odierna (ieri per chi legge) in Italia si sono avuti quasi mille decessi per coronavirus e quindi ci attendiamo un’ulteriore lunga proroga della sospensione. Credo che le valutazioni debbano essere fatte sulla base delle indicazioni fornite in ambito governativo e in relazione alle disposizioni emanate dall’Istituto Superiore della Sanità. Inutile ripetere sino alla noia che in questi momenti il calcio è assolutamente in secondo piano rispetto al dramma che sta vivendo l’Italia. La priorità è esclusivamente la salute. Ergo: fino a quando non ci saranno le condizioni necessaria per mettere in sicurezza atleti e tifosi la palla non rotolerà più».
I vertici della LND hanno fissato una deadline, una data improcrastinabile per completare la stagione?
«Mi creda, al momento non c’è un termine fissato per mandare in archivio la stagione. Io sono il coordinatore delle 166 squadre di serie D, ma il presidente Cosimo Sibilia è al vertice di tutto il movimento dilettantistico che conta migliaia di società. Ed è logico che mandare troppo in avanti la stagione per compagini con tesserati impegnati in altre attività nei mesi estivi sarebbe controproducente. Oltretutto occorre analizzare, per quanto riguarda i campionati regionali, l’impatto del Covid 19 sui territori. Perché ci sono territori devastati dal virus che contano migliaia di morti e territori dove il contagio è contenuto o praticamente assente. Il tutto con il buonsenso che deve essere sempre la nostra stella cometa. Penso che la settimana che sta per finire e quella che andrà ad iniziare saranno un termometro importante per capire meglio se il contrasto al coronavirus sta dando i frutti sperati e se quindi ci sono i numeri, in attesa di ulteriori sviluppi sanitari, per arrivare a sbloccare questa impasse. Solo il tempo quindi ci dirà come muoverci e quali valutazioni fare».
Le ipotesi quindi restano tutte plausibili: proseguire la stagione anche nel mese di luglio, bloccare i campionati con promozioni e retrocessioni legate all’ultima classifica in essere, annullare la stagione in corso (ci pare la meno plausibile) e ripartire con gli attuali organici. «É prematuro e fuorviante parlare di qualsiasi decisione che verrà presa in futuro. Adesso abbiamo un unico avversario da battere: il Covid. Dobbiamo farlo tutti insieme come una grande squadra». —
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