Sicurezza
La ripartenza dei campionati resta una grossa incognita
Il presidente della Federcalcio Carlo Gravina si dice preoccupato, soprattutto per il settore dilettantistico «Settore ad alto rischio»
LUCCA
In questo drammatico momento parlare di calcio sembra fuori luogo. Ma prima o poi si dovrà provare a ripartire e le domande sono tante. Soprattutto, quanto potranno ricominciare i campionati? Con l’emergenza sanitaria nella sua fase più critica e il virus che continua a fare vittime e contagi è una domanda senza risposta. Anche provare ad azzarde un’ipotesi è difficile. Le squadre torneranno ad allenarsi e giocare e gli stadi saranno riaperti quando ci saranno le condizioni per garantire la sicurezza di calciatori, staff e tifosi. Poi sarà indispensabile un periodo di “ripresa” della preparazione dopo la lunga inattività prima di tornare in campo in sicurezza.
Non è da escludere una ripresa a porte chiuse con un danno economico per le società, in grande parte piccoli club che vivono sugli incassi e sul sostegno degli sponsor. Lega di D e calciatori sono pronti a giocare anche a giugno. Il dibattito è aperto.
Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio, intervenendo a Sky Sport, ha delineato le ipotetiche strategie sulla ripresa dei campionati: «Sono preoccupato per tutto il calcio, anche per il mondo dilettantistico. Anzi, comincerei da lì perché è un settore che rischia di perdere oltre tremila società e sarebbe un disastro sociale ed economico oltre che sportivo».
In casa rossonera altre questioni in sospeso riguardano lo stadio Porta Elisa. La dirigenza rossonera, nonostante la difficile situazione emergenziale, continua a portare avanti l’iter per il progetto preliminare elaborato dall’Aurora Immobiliare. L’emergenza coronavirus potrebbe avere ripercussioni anche sulla programmazione del settore giovanile dopo la nuova organizzazione del vivaio e la presentazione il 14 febbraio di Vito Graziani come responsabile e Simone Angeli della scuola calcio dai bimbi del 2014 fino al 2010, affiancato da Manuele Cacicia. Interrotte anche le trattative con l'amministrazione comunale per l'affidamento della gestione del campo di Saltocchio e delle Madonne Bianche. —
Nicola Nucci
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