Sicurezza
Dianda, il segretario della serie D «Questa dirigenza mi ha stupito»
Dopo l’esperienza del 2012 l’ex allenatore è stato chiamato dal presidente Russo Prima aveva ricoperto lo stesso incarico al Montecatini, GhiviBorgo e Ponsacco
Luca Tronchetti / LUCCA
É il segretario della serie D. Prima - dall’estate 2012 sino al giugno 2014 - con la gestione Nicola Giannecchini ha conquistato la storica promozione in Lega Pro nell’epica sfida di Correggio. Poi, dopo 5 anni trascorsi a ricoprire il medesimo incarico al Montecatini, al GhiviBorgo e al Ponsacco, il ritorno a casa voluto dal presidente Bruno Russo. Bruno Dianda, 74 anni, di San Macario, una vita per il calcio, spera di poter bissare il successo del 2014 magari soffrendo un po’ di meno. «Conquistare al primo colpo la promozione in C sarebbe un’impresa perché voglio ricordare che questa squadra è partita ad inizio agosto con una decina di calciatori che si allenavano allo stadio a fronte di formazioni blasonate e già esperte della categoria come Prato, Caronnese, Casale e Sanremese che erano pronte a maggio».
Anche lui, che nel calcio ne ha viste tante, sgrana gli occhi di fronte al grande campionato disputato dalla Lucchese: «Se ad inizio stagione mi avessero detto che la squadra a due terzi di campionato fosse al comando della classifica non ci avrei creduto. Non condividevo lo scetticismo iniziale dei tifosi che parlavano di salvezza risicata ed ero certo che la squadra si sarebbe piazzata nei primi cinque. Ma da lì a dire di trovarsi in testa e con pieno merito ce ne corre. Segno evidente che la società ha sbagliando poco o nulla». Bruno Russo e Mario Santoro li conosceva bene mentre Deoma è stata una piacevole scoperta: «Russo mi ha fortemente voluto. Nell’estate del 2012 mi avevano cercato Giannecchini e Campani. Ma con Bruno si era creato subito un certo feeling. È una persona squisita, dotata di carisma e con cui il rapporto è continuato anche dopo che, nel giugno 2014, me ne andai per dissapori con l’allora patron Andrea Bacci e soprattutto con il dg Giorgio Rosadini. Sono convinto che la fine della Lucchese è iniziata nel giorno dell’addio di Bruno Russo. Con lui, che nell’estate 2014 aveva puntato sui giovani, non ci sarebbe stato il terzo fallimento. Quanto a Santoro conosco perfettamente la sua professionalità: so quanto sia capace di coinvolgere l’imprenditoria locale. Non era facile - dopo aver sborsato 350mila euro per l’iscrizione in soprannumero alla D- riuscire a convogliare altre risorse nella costruzione della squadra. Posso affermare senza ombra di smentita che gli stipendi ai giocatori vengono pagati nel mese corrente e non c’è uno scoperto bancario. Anche Deoma ha dimostrato a tutti le sue qualità di conoscitore del mercato. Queste sono le persone giuste al posto giusto: gente che se prende un impegno lo porta sino in fondo, persone di calcio che hanno conoscenze nell’ambiente». Dianda ha iniziato a svolgere il ruolo di segretario sportivo dieci anni fa: «A Pietrasanta in Eccellenza nella stagione 2009-2010. Mi sono sempre piaciuti i regolamenti e anche quando ero ds al Tau o all’Atletico Lucca mi sono sempre letto le Noif. Inoltre non ne faccio una questione economica: questo ruolo mi piace e mi auguro di continuare nella Lucchese». —
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