Il Tirreno

Lucca

L’APPELLO DEL PRESIDENTE DELLA LUCCHESE 

Russo e il coronavirus «Stiamo tutti a casa e sconfiggeremo in fretta la malattia»

Luca Tronchetti
Russo e il coronavirus «Stiamo tutti a casa e sconfiggeremo in fretta la malattia»

La Ruspa rossonera esce al mattino per acquistare i quotidiani «Gli asintomatici che vanno in giro sono il rischio maggiore»

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Luca Tronchetti / LUCCA

Se tutti seguissero il suo esempio ci sarebbero meno contagi. Perché Bruno Russo, presidente e icona rossonera, esce di casa solo alle 7 del mattino per recarsi all’edicola di Beppe Lorenzini, storico tifoso rossonero, in via Fillungo e acquistare i quotidiani locali e quelli nazionali. Poi, in bici o a piedi, se ne torna subito a casa. Fine delle trasmissioni. «Abito a pochi passi dalla storica edicola e vado di primo mattino sia perché sono abituato ad alzarmi presto, sia perché, in questo momento storico, non dobbiamo muoverci da casa. É una prerogativa assoluta. Sono perfettamente d’accordo con quanto sostiene Vincenzo De Luca, il Governatore della Campania: dobbiamo impedire alla gente in qualsiasi modo - anche con misure drastiche, dure, draconiane - di uscire di casa. Solo così nel giro di un mese e mezzo ne usciremo e potremo tornare alla vita di tutti i giorni. E il pallone, che è il nostro sport e parte integrante della nostra esistenza, potrà tornare a rotolare e gli stadi gradualmente a riempirsi. E se questo semplice concetto non entra nella testa di qualcuno è necessario che lo Stato e le autorità glielo impongano anche in modo coercitivo. La stragrande maggioranza dei cittadini e dei tifosi rossoneri, che dimostrano con la raccolta fondi per i medici del San Luca la loro grande sensibilità, ha coscienza civica e rispetto delle leggi. Chi fa il furbo deve essere punito e se occorre severamente sia penalmente che a livello economico. Questa è una battaglia troppo importante e non possiamo permetterci il lusso di uscire sconfitti».

Per Bruno Russo - che in casa dopo la lettura dei quotidiani (il primo che leggo è sempre Il Tirreno) si mette davanti al video per assistere ai programmi d’informazione specie se a parlare sono autorevoli medici e virologi - sono due i problemi principali: la salvaguardia degli operatori sanitari (medici e infermieri) e gli asintomatici che trasmettono inconsapevolmente il virus. «Se non forniamo gli strumenti adeguati a chi deve salvaguardare la salute degli italiani e lo sottoponiamo a inutili rischi e a contrarre a sua volta la malattia facciamo un danno di proporzioni gigantesche. Purtroppo inizialmente sono stati commessi degli errori di sottovalutazione. Probabilmente andava esteso il numero di tamponi soprattutto ai sanitari che dovevano essere forniti di camici monouso, mascherine ospedaliere e guanti in lattice per proteggersi dal contagio. Ma adesso il Governo sta correggendo il tiro e stiamo andando nella giusta direzione di marcia. É per questo che mi rivolgo soprattutto ai giovani - forse i meno colpiti dai virus, ma che possono essere fonti inconsapevoli di contagio - invitandoli ad evitare contatti. Stop a cene, anche a scopo benefico, incontri in case di amici e ogni occasione di ritrovo e di festa. Sono proprio gli asintomatici ad aver esteso il contagio. Dico la verità: se nella settimana che va ad inizia il trend e il picco dei contagiati non comincia a decrescere inizio a essere preoccupato».

Un messaggio di auguri va sicuramente al sindaco Alessandro Tambellini che Russo ritiene elemento fondamentale per la nuova Rinascita rossonera: «Ho sentito recentemente al telefono il primo cittadino che mi onora della sua amicizia e che io stimo moltissimo. Mi ha rincuorato sulle sue condizioni di salute. Gli auguro di guarire in fretta e di tornare a casa dalla sua famiglia e alla guida dell’amministrazione comunale. C’è bisogno della sua onestà e della sua competenza. E voglio ribadirlo anche per chi non lo vuol sentir dire: senza il suo apporto, senza la sua fiducia in questo gruppo di lavoro, la Lucchese non sarebbe ripartita e adesso non avremmo l’opportunità di vincere un campionato e di ritornare nei professionisti e soprattutto di creare le basi, attraverso il nuovo stadio, per un futuro degno dei nostri colori».

Sulla ripresa del campionato e sulla squadra, Russo appare ottimista: «Con l’Europeo slittato l’anno prossimo possiamo giocare sino a fine giugno. I ragazzi stanno bene, nessuno ha avuto problemi di contagio e tutti da casa seguono i programmi stilati dallo staff tecnico. Quando sarà il momento ripartiremo con lo stesso slancio e lo stesso entusiasmo. Anzi, più motivati di prima. Nel frattempo stiamo a casa. Solo così ci salveremo». —

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