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Lucca

Lucchese senza campo  

Mister Monaco dalla panchina al divano «Mi sono rivisto la finale di Coppa Italia»

Luca Tronchetti
Mister Monaco dalla panchina al divano «Mi sono rivisto la finale di Coppa Italia»

Il tecnico rossonero racconta le sue giornate domestiche tra telefonate, giornali e tv. E manda gli auguri a Tambellini

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Lucca.

Passa il tempo in famiglia. Tra divano, cucina, uscita in edicola per acquistare i soliti due quotidiani, videochiamate con i figli e saltuariamente (2 volte nell'ultima settimana) indossa la tuta e va a fare jogging da solo nella sua Ascoli. Francesco Monaco, che il 6 maggio taglierà il traguardo dei 60 anni («sarebbe un sogno festeggiarlo con il ritorno della Lucchese nei professionisti»), attende con ansia gli sviluppi della situazione legata all'emergenza Coronavirus. «Sono in contatto quotidiano con Daniele (Deoma) e Bruno (Russo) ed è stato giusto rinviare al 24 marzo la ripresa degli allenamenti. In questo clima d'incertezza al primo posto viene la salute e poi tutto il resto. Se è necessario ritengo giusto posticipare ulteriormente gli allenamenti. Con i ragazzi mi tengo costantemente in contatto e con il professor Guidi siamo in totale sintonia sugli esercizi che i nostri ragazzi dovranno effettuare da soli in questo periodo di sospensione dei campionati. Toccando ferro al momento stanno tutti bene. Nessun contagiato dal virus e tutti con una grande voglia di riprendere la vita di tutti i giorni».

E nell'attesa uno come Francesco Monaco, antitesi dello smanettone dei tempi moderni, cosa fa a casa? «Ti dico la verità. L'altro giorno mi sono rivisto in Dvd la finale della Coppa Italia. Quale? Facile, Palermo-Lucchese stadio La Favorita 24 maggio 1990. Io che davanti a 40mila spettatori che applaudono alzo al cielo il trofeo con i miei compagni che festeggiano. È la colonna sonora della mia vita sportiva, della mia carriera di calciatore. Nei momenti difficili quando intorno a te vedi sofferenza, angoscia e paura per quanto accade nel nostro Paese e in generale nel mondo io mi rifugio nella famiglia e nei ricordi. E visto che non ci sono partite da vedere in TV, cosa c'è di più bello che rivedere momenti indimenticabili che fanno parte del bagaglio della tua esistenza?».

«Confesso – proseuge il mister – che anch'io, restando chiuso dentro le mura domestiche, sono lievitato di un paio di chili. Non vedo l'ora di poter tornare a correre come facevo tutte le mattine su le Mura. So che sono state chiuse dall'amministrazione proprio per evitare assembramenti. Un provvedimento necessario, ma che fa male al cuore a chi ama questa città. Sono stato informato anche del ricovero in ospedale del sindaco Tambellini a cui mando i miei sinceri auguri di pronta guarigione. È stato fondamentale il suo apporto: ha impedito la fine del calcio a Lucca. E a proposito di Lucchese siamo tornati a far parlare dei colori rossoneri sulla stampa nazionale: l'ultimo numero del Guerin Sportivo ci ha dedicato un servizio».

Per il resto la giornata di Monaco è scandita da ritmi ben precisi simili a quelli in cui, da calciatore, dettava i tempi della manovra: «Al mattino vado in edicola e compro due quotidiani: Il Corriere dello Sport (un'abitudine che prosegue da 50 anni sin da quando era ragazzino) e un giornale locale per tenermi aggiornato su quanto accade nel territorio in cui vivo. Dopo la lettura spazio alla tv: notizie e sport. Poi iniziano le chiamate legate ai piani di lavoro predisposti dal professor Guidi perché occorre essere sempre vigili e pronti a tornare in campo nella speranza che l'emergenza cessi in tempi ragionevolmente brevi. Non passa giorno poi che non senta qualcuno della società (Deoma, Russo, Carruezzo o Santoro) e in serata mi rilasso guardando un buon film specie se è un thriller o un giallo, i miei preferiti».

A Monaco non piace l'ipotesi di una vittoria assegnata dalla Figc per impossibilità di proseguire la stagione a causa del contagio: «Sono uno sportivo autentico e l'unica Vittoria che riconosco è quella ottenuta sul campo. Oltretutto se così non fosse vorrebbe dire che il Coronavirus non è stato ancora debellato e sarebbe una tragedia per la nostra Italia e per il mondo intero. Tuttavia la società e noi tesserati siamo pronti a seguire le direttive della Figc e della Lega Nazionale Dilettanti. Se decideranno che non sussistono più le condizioni per proseguire e ci sarà assegnata la promozione, visto che sono stati disputati due terzi della stagione, avremo compiuto ugualmente un miracolo sportivo visto da dove e da quando siamo partiti. Ripeto: questa deve essere l'estrema ratio perché i ragazzi sono pronti a giocare tutto maggio e tutto giugno pur di portare a termine regolarmente il campionato. Ci dispiacerebbe soltanto dover giocare il resto della stagione a porte chiuse. Il calcio è gioia e divertimento e senza tifosi non ha lo stesso sapore. Quelli della Lucchese poi sono speciali. Voglio ringraziarli personalmente non solo per l'apporto che ci danno sugli spalti in casa e in trasferta, ma anche a livello sociale per il loro impegno, attraverso un un'importante raccolta fondi a cui la società e la squadra hanno aderito, a favore dei medici del San Luca i veri eroi dei nostri giorni». —



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